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06/07/2021

Campi Aperti, un bando li esclude Bagarre in aula tra Aitini e il Pd

La Repubblica - Silvia Bignami

Il caso/2
Il dem Colombo "Perché si mettono a gara mercati che vanno avanti da 15 anni?"
La battaglia delle primarie si trasferisce in consiglio, col Pd in piena crisi di nervi al question Time. Da una parte l'assessore al commercio Alberto Aitini, ai gazebo con Isabella Conti, che chiude il patto di collaborazione per quattro mercati contadini stipulato nel 2015 con Campi Aperti, associazione vicina alla sinistra che sostiene Matteo Lepore.
Dall'altra i dem più vicini al candidato Pd e a Coalizione Civica, che impugnano l'atto e ne chiedono il ritiro. Sorpresi e offesi da quello che descrivono come un blitz immotivato.
Lo scontro la dice lunga sul clima che si respira in casa dem. La ferita causata dalla scelta di Aitini e di un pezzo di gruppo dirigente (tra gli altri anche gli assessori Marco Lombardo e Virginia Gieri) di appoggiare ai gazebo la sindaca di San Lazzaro, iscritta a Italia Viva, invece che il dem Lepore, si riapre infatti all'improvviso. E proprio nel giorno in cui la scelta di candidare comunque nella lista Pd almeno una parte dei cosiddetti "infedeli" crea fibrillazioni in federazione, con la base in subbuglio per quello che molti tesserati hanno vissuto come un tradimento e che sono decisi a non perdonare così facilmente.
In questo contesto lo strano caso di Campi Aperti rischia di incrinare la pace post-primarie. Tutto nasce infatti dalla decisione di mandare a bando quattro mercati storici: quello di via Gobetti, di via Paolo Fabbri, di via Cadore e di Piazza Verdi. Tutti sono gestiti da Campi Aperti, con un patto di collaborazione aperto nel 2015 e poi via via rinnovato. Proprio Campi aperti è una associazione di produttori e cittadini che sostiene l'agricoltura biologica. Nata dal Coordinamento per la Sovranità Alimentare, l'associazione è cresciuta all'ombra dell'Xm24, e gestisce il mercato interno a Labas in vicolo Bolognetti (dove Aitini da tempo vorrebbe riportare la sede del quartiere). Una realtà di sinistra, vicina a Coalizione civica e al mondo di associazioni vicine a Matteo Lepore. Il colpo di scena pochi giorni fa, quando il patto di collaborazione scade e invece del rinnovo arriva una determina dirigenziale del settore commercio, che fa capo ad Aitini, che manda a bando tutti e quattro i mercati. La notizia fa arrabbiare mezzo Pd. Il dem Andrea Colombo parla di decisione «incomprensibile e illogica»: «Perché si mettono a bando da un giorno all'altro mercati che vanno avanti da 15 anni?» è la domanda che pone in question Time ad Aitini.
Per di più «senza che ci siano stati incontri tra Comune e Campi Aperti» e senza che nella nuova gara «venga previsto un punteggio che valorizzi la gestione pregressa dei mercati, cosa che va in contrasto con una delibera di giunta del 2013». Quasi che, aggiunge appuntito, si vogliano usare«due pesi e due misure» a favore degli ambulanti della Piazzola, «per i quali l'anzianità di gestione vale il 100% del punteggio». Ci si mette pure l'altro dem Francesco Errani, che sottolinea come la scadenza della gestione dei mercati, fissata al 30 settembre, lasci tre mesi di vacanza prima del via alla nuova gestione, dal 1° gennaio 2022. Mentre non nasconde lo sconcerto Emily Clancy, di Coalizione Civica, che ricorda pure come la sinistra avesse presentato un odg «votato all'unanimità» che doveva valorizzare proprio il commercio equo solidale: «Così non va». Aitini, d'altra parte, si mostra stupito dello stupore: «Dopo sei anni di gestione è normale che dei mercati vadano a bando. I rapporti con Campi Aperti ci sono stati eccome».
E non è vero che non ci sarà il mercato per tre mesi perché finché non ci sarà un vincitore del bando sarà prorogato il patto di collaborazione attuale. La battaglia è però appena iniziata. Il Pd ha chiesto una udienza conoscitiva sul tema. Colombo, Errani e Clancy chiedono il ritiro dell'atto comunale. E il dubbio che si stia combattendo un tempo supplementare delle primarie resta. «Se dietro a questa storia ci sono questioni politiche? Il sospetto c'è» ammette amareggiata anche la coordinatrice di Campi Aperti Elena Hogan.

Foto: kEsclusi Campi Aperti