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10/07/2020

Campania, mascherine su bus e navi tamponi per gli arrivi extra-Schengen

Il Mattino

De Luca rialza il tiro: obbligatorie anche in stazioni, porti e fermate dei pullman
IL CASO
Adolfo Pappalardo
Eccola la prima marcia indietro: ritornano le mascherine in Campania. Anche se solo nelle aree terminal del trasporto pubblico (comprese banchine e binari). Non solo: controlli (tamponi o test sierologici) sui soggetti, italiani e stranieri, che facciano ingresso nel territorio regionale dalle aree extra Schengen. È un altro giro di vite e uno stop dopo il completo via libera della settimana scorsa dalla Regione Campania.
LO SCENARIO
Era quasi naturale che arrivasse una nuova stretta. Tre giorni fa, infatti, dopo un lungo periodo di calma sono scoppiati diversi focolai Covid in Campania: uno in Irpinia, un altro a Mondragone nelle ex palazzine Cirio e il caso dell'imprenditore cilentano tornato da New York portandosi dietro il Covid.
«Servono controlli rigorosi sugli ingressi in Italia», è stato non caso l'allarme lanciato da De Luca qualche giorno fa quando i casi sono venuti alla luce. Non tanto per la vicenda in Terra di Lavoro (e tutti riferiti a cittadini extracomunitari impegnati nel lavoro nei campi e residenti in appartamenti super affollati) quando per i due campani tornati senza alcun controllo a casa dal Venezuela e dagli Usa. Due territori a rischio, come è noto. E in entrambi i casi sono stati scoperti solo all'arrivo in Campania ma senza che prima, in aeroporto a Roma o in treno verso Sud, qualcuno li abbia controllati. Mettendo così chi era in viaggio con loro. In aereo o in vagone. Con il caso particolare in Irpinia dove un 69enne è stato ricoverato in gravi condizioni dopo il suo ritorno dal Sud America mentre i suoi familiari, ben 9, sono risultati poi positivi.
E, ancora, non sono passati inosservate al presidente De Luca le foto degli ultimi giorni agli imbarchi napoletani per le isole. Fila e ressa dove la distanza di sicurezza non poteva essere certo rispettata.
L'ORDINANZA
Da qui la decisione ieri pomeriggio di preparare un'ordinanza poi firmata in serata. In particolare viene sancito l'obbligo «di indossare la mascherina in tutte le aree terminal del trasporto pubblico (comprese banchine e binari) nonché all'ingresso e a bordo dei mezzi di trasporto e durante tutto il tragitto» e saranno le società che gestiscono i servizi di trasporto a dover «vietare l'ingresso a bordo dei passeggeri che non indossino la mascherina e di adottare ogni misura idonea ad evitare assembramenti a bordo, fino al completo deflusso dei passeggeri all'arrivo». La stessa ordinanza rinvia, fa sapere la Regione, alla data di oggi «ulteriori decisioni in ordine al carico di passeggeri consentito a bordo dei mezzi di trasporto su gomma e ferro, confermando quindi le attuali limitazioni in attesa della competenti determinazioni degli organi statali». Ai sindaci invece il compito di «adottare idonee misure per assicurare la fruizione in sicurezza degli spazi e specchi d'acqua al fine di assicurare il rispetto del necessario distanziamento e i controlli degli eventuali sbarchi».
Infine il punto che impensierisce di più l'ex sindaco di Salerno e l'Unità di crisi regionale: i cittadini stranieri e chi torna in Italia, specie da paesi a rischio. Per questo «si richiamano le autorità e gli enti competenti, alla vigilanza sulla osservanza delle norme statali che obbligano all'isolamento domiciliare quanti rientrino da Stati terzi». Ma non basta se palazzo Santa Lucia ieri dispone «l'effettuazione di controlli, tamponi o test sierologici su italiani e stranieri che facciano ingresso nel territorio regionale dalle aree extra Schengen».
GLI APPALTI
Intanto ieri De Luca lancia l'allarme sulle nuove norme per gli appalti: «Bisogna evitare il vizio opposto, cioè passare dalla palude burocratica al rompete le righe», dice nel corso di un incontro con gli imprenditori riferendosi alle novità sugli appalti inserite nel dl Semplificazioni.
«L'affidamento diretto per appalti sotto i 150mila euro è di grande interesse, ma dobbiamo stare attenti - avverte il presidente della Regione - perché il Sud è una terra delicata: non mettiamo gli amministratori in una condizioni di debolezza rispetto alla criminalità organizzata. Gli amministratori devono essere tutelati, non possiamo consentirci che si ricevano minacce se si da' un appalto a trattativa privata a un delinquente. È un filtro necessario o rischiamo di agevolare le imprese ammanigliate, danneggiando quelle serie». Nel contempo De Luca propone anche di rivedere «i criteri relativi ai ricorsi al Tar, che sono diventati uno sport nazionale, spesso usato per ricattare l'impresa che vince. Dovremmo evitare - dice - che la palude burocratica e i ricorsi blocchino tutto: il ricorso sia oneroso e quando il cantiere e' partito bisogna arrivare alla fine, magari pensando a un risarcimento in termini monetari. Sollecito una riflessione su questo tema, ci sono sventagliamenti di ricorsi e poi due anni di attesa per una pronuncia del Consiglio di Stato. Così non facciamo passi avanti».
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