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09/06/2020

Camici e mascherine blitz della Finanza all’Unità di crisi

La Repubblica - Sarah Martinenghi

Indagine della procura su come la Regione ha acquistato i dispositivi di protezione Ma i controlli anche per verificare se fossero a norma e garantissero la sicurezza Comba (Scr): "In situazioni di emergenza sono consentiti gli affidamenti diretti e anche telefonare al fornitore" Un filone riguarda un esposto per 300 mila protezioni ordinate tra marzo e aprile a una società di Londra che però non sono mai arrivate
Gare milionarie, assegnazioni fatte in pochi giorni, acquisti e affidamenti diretti, quando l'emergenza Covid era già uno tsunami che stava travolgendo tutti e i dispositivi di protezione servivano disperatamente a medici e infermieri ma erano difficilissimi da reperire. Con un blitz negli uffici pubblici di chi ha gestito le difficili settimane della pandemia, gli uomini della guardia di Finanza ieri hanno acquisito tutti i documenti che riguardano mascherine e dpi. Gli inquirenti si sono presentati, con un ordine di esibizione di documenti, all'Unità di Crisi, in corso Marche, su delega della procura. In una prima fase dell'emergenza infatti, in particolare con una delibera del 22 febbraio, l'Unità di Crisi aveva stabilito che tutto il fabbisogno di dpi e materiale sanitario venisse gestito attraverso un ufficio centralizzato di "acquisti beni e serivizi", utilizzando in particolare quello della AslTo3 e il suo magazzino come collettore di tutti gli approvigionamenti. Con disposizioni successive poi, Asl e ospedali erano stati lasciati liberi di acquistare il materiale necessario. Sotto la lente degli inquirenti sono finiti tutti gli appalti di mascherine, gestiti anche da Scr, la società di committenza regionale.
L'inchiesta sulla gestione dell'emergenza era nata sulla base di una serie di esposti e segnalazioni, anche da parte del sindacato dei medici, in cui venivano sottolineate carenze e difficoltà nei sistemi di protezione. Diversi i filoni d'indagine: ci sono gli accertamenti su qualità e conformità dei dpi (delegate ai pm della sicurezza sul lavoro) e quelle sulla correttezza delle procedure di appalto e acquisto di mascherine, tute, camici, visiere e guanti. I pm Giovanni Caspani ed Elisa Buffa, coordinati dall'aggiunto Enrica Gabetta, hanno aperto fascicoli di "atti relativi" senza indagati e ipotesi di reato. E ora dovranno esaminare carte e documenti prelevate all'Unità di Crisi. Sono diversi anche gli aspetti da verificare, dalle procedure burocratiche all'aumento dei prezzi.
Un filone riguarda poi un esposto presentato proprio dall'Unità di Crisi nei giorni scorsi per l'acquisto di 300 mila mascherine, effettuato tra marzo ed aprile, da una società con sede a Londra: ad oggi quella partita non è mai stata consegnata. Un altro ancora è poi relativo invece al Sisp, il servizio di igiene pubblica a cui arrivavano le segnalazioni da parte dei medici di base dei casi sospetti Covid a cui fare il tampone, ma mail e segnalazioni si sarebbero perse per il sovraccarico del sistema.
Tra le società che avevano vinto una gara per le mascherine c'era anche la piemontese Miroglio. E poi varie ditte cinesi - un appalto dal valore di 118 milioni di euro - che dopo l'aggiudicamento avevano rinunciato perchè non potevano più esportare, indicando però altre società che sarebbero subentrate al loro posto.
Spesso le procedure erano state stravolte dall'emergenza, come aveva anche chiarito il presidente di Scr Mario Comba: «È lo stesso codice degli appalti che lo prevede con un apposito articolo: in situazioni di emergenza sono consentiti gli affidamenti diretti - spiega il presidente di Scr Mario Comba, ordinario di diritto pubblico comparato all'Università di Torino - la commissione europea il 1 aprile ha chiarito alle stazioni appaltanti che questa lo è. Sono consentite procedure che altrimenti non sarebbero possibili, come telefonare, ad esempio, al fornitore. Noi abbiamo fatto gare importanti in soli 5 o 6 giorni, dato che le procedure erano tutte accelerate ho personalmente insistito per pubblicare subito tutti i documenti sul nostro sito per garantire la massima trasparenza».

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