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21/07/2021

Camere in pressing sulle nuove opere «Sono prioritarie, serve un terzo dl»

La Gazzetta Del Mezzogiorno

DECRETO RECOVERY NEL LUNGO ELENCO ANCHE LA CITTADELLA DELLA GIUSTIZIA DI BARI
Si spinge per la nomina dei commissari straordinari
l ROMA. Dalla Tirrenica alla cittadella della Giustizia di Bari, dal Parco tecnologico e scientifico Erzelli di Genova ai ponti sul Po. Il Parlamento insiste e, dopo il parere delle Commissioni Ambiente e Trasporti della Camera, torna a chiedere al governo di considerare prioritarie, e quindi di commissariare, una nuova serie di opere pubbliche. L ' intento è espresso chiaramente in un emendamento dei relatori al decreto Recovery in cui si riaprono i termini - dal 30 giugno ormai passato al prossimo 31 dicembre 2021 - in cui l ' esecutivo può individuare nuovi interventi «per i quali disporre la nomina di Commissari straordinari». L ' obiettivo, spiega la re lazione dell ' emendamento, è proprio quello di «permettere l ' emanazione di un terzo decreto di opere da commissariare», sulla base delle osservazioni già espresse dai deputati la scorsa settimana. Il Parlamento rosicchia così altro spazio per sé dopo quello sulle infrastrutture ambientali, ottenuto a sorpresa battendo il governo nelle stesse Commissioni che stanno esaminando proprio il decreto in cui si stabilisce la governance del Recovery. Le modifiche al provvedimento sembrano spigolature rispetto all ' impo stazione della gestione del Piano nazionale e alle semplificazioni inserite nelle nuove norme, eppure qualche novità c ' è. Per esempio, per «consentire di effettuare gli investimenti ricompresi nel Piano nazionale di ripresa e resilienza» le società concessionarie di servizi pubblici ottenuti senza gara avranno «un anno in più per affidare a terzi l ' 80% dei contratti di lavori, servizi e forniture relativi alle concessioni superiori a 150.000 euro». Il termine per adeguarsi alla normativa del Codice degli appalti slitta così dal 31 dicembre 2021 al 31 dicembre 2022. Saranno previste procedure accelerate per la destinazione dei beni confiscati alla mafia, mentre cambieranno in senso meno restrittivo le disposizioni per la rigenerazione degli immobili di interesse culturale sottoposti al vincolo del Codice dei beni culturali e paesaggistici. Il decreto dovrebbe terminare il suo iter in Commissione questa notte, esaminando nodi complessi su cui ancora non è stata trovata una soluzione condivisa: il superbonus, gli appalti e il 5G. [Ansa]