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29/07/2020

Cambiare questo modello di sviluppo

QN - La Nazione

L'intervento
Daniele Calosi* C'è chi, in questa nostra Toscana, ha già vinto, prima ancora del risultato delle prossime elezioni regionali. Sto parlando del sistema di potere economico e finanziario che governa, ormai da anni, il modello di sviluppo regionale. Questo sistema, che il periodo immediatamente precedente al lockdown aveva messo in crisi, è stato capace di autoriprodursi, approfittando delle storture che l'emergenza sanitaria ha messo in evidenza. Attraverso un rinnovamento di facciata delle classi dirigenti con nomine mirate si è cercato di spingere chiedendo l'adozione di strumenti di emergenza, come la nomina di commissari con poteri straordinari per le grandi opere, o come la richiesta di semplificazione del codice degli appalti. Si sta riformando una concentrazione di potere enorme in questa Regione, che poggia sulle strutture economiche più significative: basti pensare alle associazioni datoriali più importanti, a chi guida enti pubblici istituzionali passando per chi ha diretto le aziende che gestiscono infrastrutture rilevanti, fino ad essere elemento decisionale in settori economici strategici come il polo siderurgico di Piombino. C'è un rincorrersi di nomi, profili, storie che fanno capo ad un'idea di sviluppo della Toscana mirata alla crescita delle disuguaglianze e alla privatizzazione del bene pubblico. Chiunque vinca, tra centrodestra e centrosinistra, è indifferente rispetto a questa dinamica. Nessuno dei due schieramenti ha la forza, né l'intenzione di mettere in discussione questo modello di sviluppo. Questi "poteri" hanno già vinto mentre la sinistra sta a guardare (salvo rare eccezioni). Come Cgil in Toscana possiamo essere, perché lo siamo, un'enorme forza di cambiamento per questo territorio. Dobbiamo avviare una discussione nella nostra autonomia non più rinviabile su questi temi, sia al nostro interno, con i nostri iscritti, con le altre organizzazioni sindacali, che verso la Politica, le imprese, le associazioni di rappresentanza, i cittadini, altrimenti avremo perso, tutti, l'ennesima occasione per provare a cambiare davvero. * Segretario Fiom Cgil Firenze