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30/09/2018

Cambiare anch enella PA Più inglese perl’impiegato e corsi al passo con i tempi

Corriere del Veneto

I fondi Anche l'Unione Europea ha erogato fondi per innescare processi di innovazione
La parola che più torna nei racconti dei vari progetti è «cambiamento». Ed è questo il senso del lavoro che sta facendo la Pubblica amministrazione del Veneto. Sotto l'etichetta PA, infatti, si trovano storie di uomini e donne in continua formazione e aggiornamento. Cambiano normative ed esigenze dei cittadini, mutano servizi e mondo del lavoro. Emerge un'esigenza sempre più essenziale: far lavorare insieme pubblico e privato. Sinergia è sinonimo di efficienza. Per inquadrare il fenomeno è giusto partire da un dato, riportato dalla Cgia di Mestre. L'indice che misura l'efficienza della Pa a livello europeo mette il Veneto al 129esimo posto. Un risultato comunque non così negativo: è appena al di sotto della media europea. E in Italia, sopra quell'asticella, ci sono solo Trentino, Alto Adige, Valle d'Aosta e Friuli Venezia Giulia. Guarda caso, Regioni e Province autonome, con più fondi e sistemi rodati. Ma dietro si piazzano tutti gli altri: Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e via via a completare tutto il mosaico della Penisola. Non si può dire quindi che la Pubblica amministrazione veneta sia inefficiente. Rimane, certo, un buon margine di miglioramento. Sulla formazione si muove l'intero sistema Veneto. La Regione ha speso più di 3 milioni di euro per coinvolgere 3.558 dipendenti in corsi d'inglese e ha finanziato, sulla base della DGR 1540, progetti come «Pair», che sta per Pubbliche amministrazioni e imprese in rete per lo sviluppo locale. Un progetto che vede Ascom Servizi Padova, ente di formazione della Confcommercio patavina, come capofila, e il territorio a fare squadra, con il coinvolgimento - fra gli altri - dell'Università di Padova, della Camera di Commercio e di HFarm. Corsi che hanno coinvolto una ventina di Comuni del Padovano, capoluogo incluso, per oltre 500 o r e t r a f o r m a z i o n e , workshop, laboratori e consulenze. Sempre per rendere con le cifre il lavoro svolto, 400 sono state le persone coinvolte. Otto di loro, in rappresentanza di vari Comuni, sono volate a Creta per un viaggio di studio. Una carrellata sui temi affrontati la propone Marco Italiano, vicedirettore di Ascom Servizi. «Dalla gestione dei big data alla riqualificazione degli spazi urbani, dal cambiamento del mondo del lavoro, e delle relative competenze, alla creazione di sinergie positive - ricorda -. Questo solo per fare qualche esempio. Tutte attività che possiamo riassumere in unico scopo: attingere idee nuove per fornire servizi sempre più efficienti. Serve una pubblica Cambiamento allo sportello Anche nel pubblico impiego si fa strada l'esigenza di valorizzare il capitale umano amministrazione al passo con i tempi e con le richieste dei cittadini». E ad aprire i cordoni della borsa è stata anche l'Unione Europea. Come ricorda Daniela Moro, referente del progetto «Progress: partnership pubblico privato per lo sviluppo sostenibile» per Irecoop Veneto, ente strumentale di Confcooperative Veneto per la formazione, consulenza e ricerca: «Era da più di quindici anni che aspettavamo i finanziamenti europei - ricorda -. Noi abbiamo lavorato con 25 Comuni delle province di Padova, Verona e Vicenza, coinvolgendo più di 450 dirigenti delle varie Pubbliche amministrazione. Gli obiettivi? Innescare processi di innovazione e promuovere il concetto di resilienza territoriale. Ovvero superare i confini: quelli settoriali e la divisione fra pubblico e privato». Centinaia e centinaia di ore di formazione, fra workshop e corsi. Anche in questo caso un progetto di ampio respiro, a 360 gradi. Dall'innovazione sociale alla co-progettazione, dal trattamento dei dati al fundraising. E, come sempre, la normativa: molto seguiti sono stati i corsi che hanno dipanato una matassa complicata, quella della nuova legge sugli appalti. Se il lavoro è oramai avviato al 4.0, la PA non può essere da meno. © RIPRODUZIONE RISERVATA