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06/10/2018

Cambia il decreto Nessun veto sulle aziende per ricostruire

La Stampa - FEDERICO CAPURSO

CONDIZIONI DI BUCCI
ROMA «Il decreto per Genova verrà modificato» ragionano il sindaco Marco Bucci e il governatore ligure Giovanni Toti, perché «era nei patti con il governo». E anche perché una condizione in particolare era stata posta da Bucci per accettare la nomina a commissario per la ricostruzione: «Vanno messi meno limiti, meno paletti, ai criteri di scelta delle aziende che si occuperanno dei lavori». Autostrade per l'Italia non sarà della partita, su questo c'è sintonia tra Genova e Roma. «Ma da come è scritto il decreto, per tagliare fuori Aspi si escludono anche tutte le aziende che hanno avuto partecipazioni indirette con un concessionario della rete autostradale italiana», sottolineano dal capoluogo ligure. Insomma, diventerebbe difficile persino individuare qualcuno che possa partecipare alla selezione, «allungando così i tempi ed esponendo la procedura a dei ricorsi». Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, raccolte le preoccupazioni, ha assicurato una limatura del testo, che ora dovrà passare dall'esame del Parlamento. Ma sulle altre richieste arrivate a Palazzo Chigi l'apertura è meno ampia. Sarà complicato ampliare ulteriormente i poteri del commissario per la ricostruzione. Bucci, per accelerare i tempi, chiede di poter andare in deroga completa alle norme sugli appalti perché, secondo il decreto, il commissario dovrebbe ancora sottostare a procedure di evidenza pubblica. La trattativa, però, dovrà passare dalla stretta via che porta a Bruxelles. E non è un caso che lunedì a Genova, insieme al ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, a Bucci e Toti, ci sarà anche la commissaria europea per i Trasporti Violetta Bulk. I canali diplomatici sono aperti, c'è ottimismo, ma - per come la vedono dal Mit - si dovrà lavorare ancora per arrivare a una soluzione positiva. Lo scenario si rabbuia improvvisamente, invece, quando si inizia a parlare di risorse finanziarie. Per le aziende colpite dal crollo di ponte Morandi, Bucci vorrebbe abbassare la soglia del 25 per cento di mancati ricavi per accedere ai risarcimenti e portarla al 10 per cento, allargandola a tutti i comuni della Valpolcevera. E alle aziende della zona rossa aumentare da 5 a 45 milioni di euro i fondi a disposizione. La risposta del ministero dell'Economia però è secca: «C'è sempre qualcuno che chiede qualcosa di più, ma le risorse stanziate nel decreto sono sufficienti. Vanno bene così». Intanto Bucci ha fatto sapere che rinuncerà ai 200 mila euro di compenso per il suo ruolo di commissario. Chissà se finiranno a Genova, nella flat tax o nel reddito di cittadinanza. - c

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