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16/01/2021

Call center, prenotazioni, cassa i servizi dell’Usl vanno a gara «Pochi soldi, rischio disagi»

Corriere del Veneto - M. Ri.

Il bando
Appalto da 41 milioni per 6 anni. Lavoratori preoccupati
Un appalto complessivo di 41 milioni di euro per sei anni, che tocca da vicino la salute di tutti i cittadini e il lavoro di centinaia di persone: non c'è da stupirsi che i sindacati siano in allarme. L'Usl 3 ha infatti pubblicato il bando per l'affidamento triennale (poco meno di 16 milioni, ampliabile per altri tre) del servizio di Cup, call center, cassa e front office (più alcune attività amministrate). Tutti servizi di primaria importanza per un'Azienda sanitaria, a partire dalla gestione della prenotazione degli esami e delle visite nei diversi nosocomi del territorio. Nel disciplinare di gara pubblicato dalla Serenissima, si legge che il bando - dopo i primi 3 anni - prevede la possibilità di essere prorogato per ulteriori tre (altri 16.6 milioni di euro) a cui possono aggiungersi una proroga di sei mesi (2.7 milioni), e altri cinque milioni per «un eventuale aumento del 30 per cento sulla durata triennale», più i costi legati a imposte e contributi di legge. Nel complesso, considerando tutte le voci e le possibili proroghe e rinnovi, nel disciplinare di gara si legge che «il valore massimo stimato dell'appalto è pari 41.087 milioni». La cifra, anche considerando solo i primi tre anni, è notevole ma il bando non soddisfa per nulla i sindacati: «Stimiamo che l'appalto del Cup, nella proposta economica, sia inferiore di circa il 30 per cento a quello precedente», denuncia Monica Zambon, Filcams Cgil, preoccupata dalle possibili ricadute negative che il nuovo importo potrebbe avere sul fronte occupazionale e sulla qualità del servizio erogato ai cittadini. Al momento, è difficile stimare con precisione di quanto si discosti - in termini di risorse impegnate - il nuovo appalto da quello precedente perché, come sottolinea anche il sindacato, non è facile mettere insieme tutti i capitolati della precedente gara. Il taglio, secondo la Cgil, sarebbe però netto e potrebbe avere forti ripercussioni sull'utenza e gli attuali lavoratori del Cup. «Ci risulta che in alcuni distretti, penso a Chirignago, Quarto, Marghera, Marcon - continua Zambon - subiranno una riduzione degli orari di apertura al pubblico del 50 per cento». Ma la vicenda è molto complessa: alcuni servizi ad esempio sono stati esclusi dal bando, cosa che potrebbe spiegare in parte il minor importo. «Dai capitolati vengono eliminati il servizio di centro prelievi e la consegna della refertazione - prosegue la sindacalista - da capire se verranno internalizzati dall'Azienda ma mi chiedo con che personale verranno garantiti, o se sarà previsto un'ulteriore gara di appalto con però nuovi costi per la collettività». A partecipare al nuovo bando dovrebbero essere - oltre agli outsider - i soggetti che hanno fino ad oggi gestito i servizi, per esempio Gpi, Consorzio Zorzetto, Cento Orizzonti. Le ripercussioni potrebbero riguardare anche i lavoratori impiegati nel servizio (perlopiù assorbiti dal Cup), una platea di oltre trecento persone. «C'è il rischio che molti lavoratori non vengano assorbiti dalle aziende che dovessero subentrare - conclude Zambon - su questo punto chiediamo rassicurazioni che, al momento, non ci sono state date in maniera sufficiente».

Foto: L'ospedale dell'Angelo La Serenissima mette a gara alcuni servizi