scarica l'app
MENU
Chiudi
04/07/2019

Calendario decisivo per centrare gli obiettivi

Il sole 24 Ore - Supplemento - Giuseppe Latour

LE PROSPETTIVE
Quarantanove articoli e un pacchetto di modifiche al Codice appalti che ritocca in tutto più di 50 passaggi del Dlgs 50/2016. Bastano questi due numeri a pesare un intervento che, al di là del giudizio tecnico sull'efficacia reale delle misure, ha tutti i connotati di una revisione profonda delle nostre norme in materia di contratti pubblici. Per questo, il decreto sblocca cantieri (DI 32/2019, convertito dalla legge 55/2019) apre molte questioni, che verranno analizzate nelle prossime pagine. Il modo in cui saranno affrontate inciderà in maniera decisiva sul raggiungimento dell'obiettivo per il quale il decreto è nato: rilanciare gli investimenti pubblici nel nostro paese. 111 DI 32/2019 lancia l'ambiziosa sfida di tornare a un regolamento unico di settore, per dare maggiore certezza agli operatori, superando in larga parte il sistema delle linee guida dell'Anac. L'ipotesi è che veda la luce nel giro di appena sei mesi, per non diluire l'effetto catalizzatore della riforma. Le esperienze del passato, però, dicono che è serio il rischio di un allungamento dei tempi, anche a causa della difficile congiuntura politica: in questo modo, il sistema sarà sottoposto a un altissimo grado di incertezza. 211 calendario sarà decisivo anche per l'attuazione di altre norme. Soprattutto, quelle che riguardano il nuovo piano dei commissari speciali che -- avranno il compito di rivitalizzare cantieri fermi o che procedono al rallentatore. In questo caso la lista della spesa comprende diciotto decreti attuativi, in condominio tra Palazzo Chigi e il ministero delle Infrastrutture. 3E non è tutto. Perché, mentre la riforma non è ancora completamente metabolizzata, già si discute di altri interventi. Come l'approvazione di un Ddl delega in Senato o il chiarimento di altri problemi sui quali, a giudizio di amministrazioni e imprese, servirebbero correzioni. Adesso che il cantiere della riforma è stato riaperto, c'è il rischio che non si chiuda più, come è successo in passato. Ma la frammentazione del quadro normativo non farà bene al settore. LE ALTRE QUESTIONI e RIPRODUZIONE RISERVATA