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07/11/2020

Calcestruzzo nel mirino dal cantiere di Cona alle scuole di Modena

La Nuova Ferrara - Daniele Predieri

I precedenti
È un fantasma che si aggira spesso negli appalti pubblici, quello del calcestruzzo depotenziato o cemento impoverito. A Ferrara lo conosciamo bene poichè per 4 anni è stato al centro dell'inchiesta sulla costruzione del Polo ospedaliero di Cona: anche allora, come oggi per la Fiera, la tesi d'accusa era stata mossa partendo da uno dei fornitori del calcestruzzo che era stato coinvolto in altre indagini giudiziarie.Allora era la Calcestruzzi (sotto inchiesta in Sicilia) che forniva il materiale per le fondamenta dell'ospedale. Le ipotesi d'accusa diventarono imputazioni e poi un processo: che ha cancellato tutto, con una valanga di assoluzioni della decina di imputati, indicando che il cemento usato era assolutamente sicuro, anche se non vi erano conformità ma solo amministrative, e tuttalpiù si poteva parlare di differenza di "durabilità". E la "frode" ipotizzata allora - poi esclusa - verteva su appena 100 mila euro di risparmio nell'uso di altro cemento su un appalto di 200 milioni di euro: un granello di sabbia. Ora l'indagine sulla Fiera che vede coinvolta la Aec Costruzioni, coinvolta in passato in una indagine nel Modenese, per l'appalto post terremoto per ricostruire una scuola a Finale Emilia: anche in questo caso le indagini accertarono l'assenza di problemi strutturali per l'uso del materiale sotto la lente di ingrandimento, aveva una resistenza poco inferiore a quella da capitolato ma era del tutto compatibile e soprattutto sicuro, sicurissimo. Adesso le nuove analisi alla Fiera - ripetiamo e ribadiamo - del tutto esplorative da parte di procura, finanza e carabinieri, di sondaggio, per valutarne la presenza nelle strutture dei padiglioni: i test sono in corso, si attendono i risultati. --© RIPRODUZIONE RISERVATA