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20/07/2018

Caccia al “gestore” della tassa di soggiorno

Il Piccolo di Trieste

TURISMO E PROGRAMMAZIONE
Laura ToneroÈ caccia allo strumento operativo, alla realtà che attuerà i progetti finanziati dalla tassa di soggiorno. Se da un lato sarà l'amministrazione, d'intesa con le categorie che rappresentano le realtà ricettive, ad individuare i progetti e le iniziative di carattere promozionale sulle quali investire i proventi dell'imposta, è anche vero che serve una realtà capace poi di dare concretezza a quelle scelte. Tre le possibilità al vaglio: creare un ufficio del turismo comunale, utilizzare Esatto o Aries, la società in house della Camera di Commercio. «Una scelta tecnica, non politica, - specifica l'assessore al Turismo Maurizio Bucci intervenuto ieri in Terza Commissione - ci sono diversi paletti da seguire, dalla legge Madia al codice appalti, e non appena gli uffici con i quali mi sto confrontando individueranno la soluzione tecnicamente corretta, convocherò le categorie per definire gli indirizzi di massima su come destinare i soldi della tassa di soggiorno». C'è poi un altro vincolo: i proventi della tassa non possono essere utilizzati per pagare il personale. «Il quadro normativo - ha specificato il dirigente del Servizio finanziario e tributi del Comune, Vincenzo Di Maggio - prevede che il Comune possa dare affidamenti diretti solo a società in house, mentre sugli appalti possa dare affidamenti diretti solo se ha il controllo totale della partecipata e solo se nella partecipata non ci sono privati». Da qui l'impossibilità di prendere in considerazione PromoTrieste. - BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

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