scarica l'app
MENU
Chiudi
24/01/2019

Cacao, il Tribunale assolve Morano «Comportamento apprezzabile»

Corriere della Sera - Giovanni Falconieri

Il documento
Il notaio era accusato di corruzione, truffa e tentata concussione Il gup Non c'è prova che il notaio sia stato il mandante della richiesta di denaro
«Alberto Morano si è attivato per verificare la regolarità del bando che ha portato all'aggiudicazione alla Kronos dei locali del Comune ove operava la discoteca» Cacao. Stando così le cose, «non si comprende come ciò possa essere considerato un comportamento illecito o anche solo "sospetto", dovendosi al contrario ritenere apprezzabile che un soggetto pubblico che viene a conoscenza di procedure "anomale" si attivi per effettuare delle verifiche». Per quanto riguarda invece la presunta richiesta di denaro ai gestori della discoteca - 220 mila euro per ritirare l'esposto sugli abusi edilizi che avrebbe portato alla chiusura del locale nel parco del Valentino - il Tribunale evidenzia che anche «supponendo» che vi sia stata, «occorre in primo luogo valutare se Morano sia stato effettivamente il mandante»: ma «la risposta non può che essere negativa, non essendovi alcun elemento che comprovi tale ipotesi accusatoria».

Si sviluppano in 144 pagine le motivazioni della sentenza di assoluzione pronunciata il 9 gennaio scorso dal giudice Francesca Christillin nei confronti del notaio e consigliere comunale - accusato di corruzione, tentata concussione e truffa e assistito dall'avvocato Alberto Mittone - e degli altri 4 imputati nel processo: l'ex consigliere comunale di centrodestra Angelo D'Amico (difeso dagli avvocati Francesco Crimi e Vincenzo Palmieri), il gestore della discoteca Patio Davide Lunardi (per lui c'era l'avvocato Aldo Cristini) e gli imprenditori Ferdinando Montalbano (avvocati Emma Piccatti e Federico Rosso) e Antonio Biondino (assistito dall'avvocato Andrea Cianci).


Per il pubblico ministero Gianfranco Colace, Morano avrebbe messo nel mirino il Cacao per favorire il Patio dell'amico Lunardi: la chiusura della discoteca del Valentino avrebbe infatti consentito al locale di corso Moncalieri di far lievitare i propri incassi. La vicenda era venuta alla luce proprio grazie a Morano, che nell'estate del 2017 presentò un esposto in Procura per denunciare gli abusi edilizi nella discoteca del Valentino. I gestori del Cacao denunciarono a loro volta Morano, accusandolo di aver chiesto del denaro per ritirare l'esposto che avrebbe portato alla chiusura del locale. Scrive adesso il giudice Christillin che «nel corso degli interrogatori» tutti gli «imputati hanno escluso in modo categorico che Morano fosse il mandante della richiesta di denaro» ai gestori del Cacao.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Chi è

Alberto Morano, 60 anni, è notaio
e consigliere comunale d'opposizione Alle elezioni del 2016 era stato il candidato sindaco
per la Lega:
fu sconfitto
da Chiara Appendino


Foto:

Puoi leggere e commentare gli articoli di Massimiliano Nerozzi e Giovanni Falconieri su torino.corriere.it