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15/05/2021

C ‘ è una sola certezza: sarà il Pnrr del lavoro precario

Il Fatto Quotidiano - Marco Palombi

RECOVERY IN RITARDO
I TIMORI DEL COLLE Il resto è in alto mare, ma s ' è deciso come fare le assunzioni: apprendisti, contratti di formazione e a termine, stage e tanti dirigenti esterni... LE REAZIONI ORA CHIGI P RO M E T T E : " DUE TESTI ENTRO IL 20 "
Nonostante l ' all ar me del Quirinale sia arrivato in tutte le redazioni, i ritardi nella definizione di aspetti fondamentali del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) non sembrano, a differenza dei mesi scorsi, interessare più i media. La sveglia del Colle, però, è suonata a Palazzo Chigi che ieri ha fatto circolare l ' i n te n z io n e di portare in Consiglio dei ministri uno o due decreti ( gover nance e semplificazioni) entro giovedìprossimo: unvero tour de force - tanto più che martedì o mercoledì è prevista anche l ' approvazione (in ritardo) del decreto Sostegni bis da 40 miliardi - che finirà per ridurre (di nuovo) il Parlamento al ruolo di passacarte, situazione che potrebbe peggiorare quando - tra giugno e luglio - arriveran no i ddl delega sulla giustizia, la concorrenza e, forse, il fisco. IN REALTÀ, l ' annuncio del governo al momento è più un ' in tenzione che un cronoprogramma, visto che di testi veri e propri non ce ne sono: eppure si tratta di decreti che, per regolamento, la Commissione Ue dovrà valutare e approvare come fossero parte integrante del Pnrr. Ci torneremo, ma ora va chiarita l ' unica certezza riguardo al Piano di ripresa: sarà all ' insegna del lavoro (pubblico) precario. Mercoledì - spie gano fonti di governo - è stata definita la delega al ministero della Funzione pubblica per le migliaia di assunzioni connesse all ' attuazione del Pnrr: siccome tra mali endemici e protocolli anti-Covid si ritiene di non poter fare i concorsi in tempo, si apre la porta a tutte le forme di " fl e s s i b i l i t à " possibili. In cima alla lista ci sono i dirigenti esterni, che potranno essere presi a chiamata diretta dalle singole amministrazioni per tre anni più altri tre in deroga a qualunque norma. Poi c ' è la truppa e qui la delega predisposta è una sorta di catalogo del precariato: via libera ai moduli per l ' apprendistato, ai contratti di formazione, ai temporanei e pure agli s t a ge se dovesse servire. Nel frattempo, è l ' idea, si fanno i concorsi ordinari. Per fare più in fretta, proprio due giorni fa, Renato Brunetta - che avevaannunciato unsuo " decre tone " entro aprile - ha provato a inserire questa delega come emendamento al primo dl Sostegni, appena arrivato alla Camera dopo il via libera del Senato: respinto con perdite dalla sua stessa maggioranza, sarà inserita nei decreti per il Pnrr. La fretta, d ' alt ra parte, è scusata: è la natura stessa del Next Generation Eu a imporla, ma molti Paesi, Francia in testa,hanno datempo scelto il loro sistema progettuale e iniziato a prepararsi come seilPiano fossegiàapprovato: sempre per regolamento, infatti, dev ' essere chiaro fin da subito per ogni singolo programma di spesa chi firma e con quali guarentigie, quale modello di progettazione ed esecuzione, con quali tecnici e quanto personale, quali norme (codice degli appalti, codice ambientale, etc.) vanno modificate per spendere i soldi in tempo. Tutto questo in Italia non è stato ancora deciso nonostante le pressioni di Bruxelles: d ' a l t ra parte non è facile, la nostra macchina pubblica non è abituataenon èprontaalavorare così. Ma i ritardi che agitano Mattarella non sono dovuti solo alle difficoltà tecniche. La variegata maggioranza del governo Draghi litiga anche al suo interno. Ad esempio, stabilito che il comitato tecnico è al Tesoro, chi partecipa alla cabina di regia a Palazzo Chigi? Il premier la vorrebbe snella e solo coi ministri di peso (quelli a cui risponde al telefono), solo che rimarrebbero fuori M5S e Pd... E ANCORA: come scriviamo da settimane, è in corso una sorta di duello muto tra Brunettae ilministro dellaTransizione ecologica Stefano Cingolani sulle semplificazioni. Quest ' ultimo ha predisposto un suo decreto (l ' unico vero testo esistente) per tutte quelle di sua competenza, ma Brunetta pretende che ne indichi tre oquattro almassimo dainserire nel " suo " decretone e per il resto si vedrà. Non solo: le semplificazioni di Cingolani tendono, tra le altre cose, a togliere potere alle Soprintendenze nei processi autorizzativi e la cosa non piace al ministero di Dario Franceschini (e poco anche allo Sviluppo economico di GiancarloGiorgetti). Infine, ma solo per questioni di spazio, la larga d e re g ul at i on ambien taledi Cingolani(dalsuperbonus al 110% in giù) non è esattamente nelle corde dei grillini. E questo senza che giustizia, liberalizzazioni e fisco - temi su cuipotrebbe persinocambiare il perimetro della maggioranza - siano ancora sul tavolo. ANCORA LITIGI SU S EMPLIFICAZIONI E GOVERNANCE PER AVERE L ' OK della commissione Ue al Pnrr mancano i decreti per l ' attuazione, ma su molti punti va ancora trovata u n ' intesa. Non è ancora stato deciso chi ci sarà nella cabina di regia a Palazzo Chigi (rischiano di restare fuori Pd e M5S). Pure su come e cosa semplificare c ' è maretta: c ' è lo scontro Brunetta vs Cingolani, ma il decreto ambientale non piace neanche a Franceschini Lo scontro Mattarella e, a destra, i due ministri Brunetta (P.A.) e Cingolani ( Ambiente ) FOTO LAPRESSE