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14/07/2020

“Buy American” Così Biden scommette sull’economia

La Repubblica - Federico Rampini

la corsa alla casa bianca
Il candidato dem vuole dare priorità a beni e servizi made in Usa: un modo per convincere gli incerti
dal nostro corrispondente new york - Più tasse sui ricchi e sulle imprese. Un ritorno agli accordi di Parigi sul cambiamento climatico, ma senza Green New Deal.
Una politica dell'immigrazione umana, ma non le frontiere aperte all'insegna del "venga chi vuole". È un programma socialdemocratico, quello che Joe Biden promette agli elettori per conquistare la Casa Bianca. Manca la sterzata verso la sinistra radicale che vorrebbero Bernie Sanders e Alexandria Ocasio-Cortez. Il resto del mondo, non s'illuda: un presidente Biden sarebbe più civile e cortese, ma non meno protezionista di Donald Trump.
Per gli europei qualcosa dovrebbe cambiare: Biden è un atlantista e vorrà coinvolgerli in una coalizione contro la Cina, anziché punirli coi dazi trattandoli con la stessa durezza inflitta a Pechino.
Che cosa cambierà nella politica economica americana se Biden vincesse le elezioni del 3 novembre? La risposta l'ha data il candidato stesso parlando in Pennsylvania, Stato-chiave per ribaltare il risultato elettorale del 2016. L'asse centrale è un uso energico e determinato della spesa pubblica e delle normative su appalti e commesse statali, per favorire sistematicamente il made in Usa. Con l'aggiunta di una politica industriale attiva, diretta a promuovere la competitività americana soprattutto nelle tecnologie avanzate. Nulla di nuovissimo rispetto a Trump; semmai il messaggio di Biden è che la sua politica sarebbe più efficace nel promuovere una rinascita della potenza economica americana.
Il programma Biden prevede nell'arco del mandato presidenziale di quattro anni un aumento di 400 miliardi di dollari negli acquisti di prodotti e servizi made in Usa da parte della pubblica amministrazione; più un fondo di 300 miliardi a sostegno della ricerca e sviluppo. Biden intende riesumare un programma dell'era di Barack Obama che si chiamava "Buy American": fu una clausola di preferenza nazionale inserita da Obama negli "stimulus package" (manovre di sostegno della crescita) varati dopo la crisi del 2009. Biden promette di rendere ancora più stringente l'applicazione della regola "compra americano" per tutte le spese del governo federale.
Che cosa cambierebbe rispetto a Trump, sul fronte economico? Primo, il segno della politica fiscale tornerebbe ad essere più perequativo, spostando il peso dei maggiori prelievi sulle imprese e sugli alti redditi. Secondo, verrebbero rafforzati i diritti dei lavoratori e il ruolo dei sindacati. Terzo: Washington tornerebbe alle politiche ambientaliste dell'era Obama, senza abbracciare però alcuni obiettivi degli ambientalisti come il divieto del fracking. Il candidato democratico è in netto vantaggio sul presidente in carica nei sondaggi, con un'unica eccezione: quando gli elettori vengono interrogati su chi sia più efficace nel governare l'economia, Trump è ancora in testa. Una parte dello scontro fra lui e Trump avverrà proprio sul protezionismo. Il presidente ha sempre associato Biden ai trattati di liberalizzazione degli scambi, la cui firma è stata seguita da un'accelerazione nelle delocalizzazioni, uno smantellamento di fabbriche, la perdita di posti di lavoro a vantaggio di Paesi come la Cina e il Messico. Ma negli ultimi anni Biden, come gran parte dell'establishment democratico, ha indurito le posizioni sul commercio estero e in particolare sulla Cina.
La sanità è un piatto forte per Biden. Non abbraccia gli slogan più radicali della sinistra democratica, le proposte di Bernie Sanders e di Elizabeth Warren per una sanità interamente pubblica sul modello europeo. È per un approccio più gradualista che aumenti il ruolo dello Stato senza dichiarare guerra al capitalismo sanitario privato. Del resto non bisogna credere che la pandemia abbia convertito la maggioranza degli americani alla superiorità del modello europeo.
Tra i temi sui quali Biden è atteso al varco, l'atteggiamento verso Big Tech. L'attuale presidente pur avendo rapporti burrascosi con alcuni protagonisti della Silicon Valley, li difende dalle digital tax europee o dalle offensive dell'antitrust di Bruxelles. Biden dovrà dire da che parte sta.

Foto: TIMOTHY A. CLARY/AFP


Foto: Joe Biden, 77 anni, presenta il suo programma economico