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27/09/2018

Bussi, bonifica finanziata ma ferma Il sindaco interpella il ministro

Il Centro

A distanza di due mesi, Lagatta torna a sollecitare Costa per l'avvio dei lavori assegnati con una gara «Il ritardo rischia di bloccare l'insediamento e i posti di lavoro». E domani c'è l'udienza in Cassazione
di Walter Teti BUSSI SUL TIRINO Il sindaco Salvatore Lagatta scrive nuovamente, dopo la missiva del luglio scorso, al ministro per l'Ambiente Sergio Costa per rappresentargli la situazione di criticità nel sito di interesse nazionale di Bussi, nelle aree 2A e 2B, limitrofe e nei terreni in aree esterne al sito Solvay. Un documento firmato alla vigilia dell'udienza in Cassazione, fissata per domani, che potrebbe chiudere o riaprire la partita giudiziaria per i 10 imputati, ex tecnici e dirigenti Montedison. Una nota, quella del sindaco, tesa a sollecitare lo sblocco delle opere di bonifica da avviare già finanziate, di cui si è già svolta la gara d'appalto con l'aggiudicazione, avvenuta circa otto mesi fa, per 38,531 milioni a fronte di un ribasso rispetto ai 45 milioni previsti nel progetto, a un'Associazione temporanea di imprese (Ati) capeggiata dal colosso belga Dec-Deme e composto da Safond Martini srl, Elios Ambiente srl, Sidra Società italiana dragaggi spa e Cooperativa San Martino soc.coop. «Su esplicita richiesta del ministero dell'Ambiente», scrive Lagatta, «il Comune di Bussi si è dovuto assumere la responsabilità di acquisire in proprietà il sito inquinato da bonificare per il quale è già stata svolta la gara d'appalto, condizione necessaria per rendere possibile l'utilizzo delle risorse finanziarie pubbliche per questo fine stanziate». Per lo svolgimento della gara d'appalto, la Regione Abruzzo mesi fa deliberò anche un finanziamento di 1,5 milioni, «pertanto non si capisce il motivo per cui i lavori di bonifica non vengono avviati». Il sindaco evidenzia ancora come «il protrarsi immotivato del ritardo nell'attivazione delle opere di bonifica» possa comportare gravi conseguenze non solo sui tempi di realizzazione delle opere di reindustrializzazione, di cui ci sono già pretendenti ai siti e progetti di insediamento, che potrebbero irrimediabilmente bloccarsi per inattuazione degli investimenti da parte degli interessati, ma anche per i cittadini che sperano nei posti di lavoro prospettati, e nei confronti della stessa amministrazione comunale che, finora, ha lavorato alacremente per far sì che l'iter burocratico prendesse il minor tempo possibile, e che nonostante l'impegno non riesce a vedere il progetto concretizzarsi. Del resto, fa anche notare il sindaco, il ministero sarebbe risarcito dalle somme che dovrà anticipare, poiché la Provincia di Pescara ha «recentemente e formalmente individuato, come previsto dalle norme vigenti, i responsabili dell'inquinamento, condizione preliminare per l'addebito dei costi sopportati dal ministero competente». Il primo cittadino chiude la sua nota rinnovando la richiesta di un incontro urgente al ministro Costa, già formulato lo scorso luglio, fidando «sulla sua persona sensibile e profondamente impegnata a dare avvio alle opere di bonifica dei siti inquinati laddove siano già disponibili le indispensabili risorse finanziarie».

Foto: Una parte dei terreni da bonificare per la reindustrializzazione, in aree esterne al sito Solvay

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