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18/06/2020

Business dell’accoglienza migranti: tre nei guai per truffa e lavoro nero

QN - Il Giorno

Bergamo, ai domiciliari padre Zanotti e due suoi collaboratori; 38 indagati tra cui funzionari pubblici
BERGAMO Sfruttavano i richiedenti asilo ospitati nei centri di accoglienza della Bassa Bergamasca. Un sistema di malaffare costruito sulle spalle dei disperati, privati dei servizi essenziali previsti dai bandi di aggiudicazione delle prefetture e ai quali veniva fornito pure cibo scaduto.Tre le persone arrestate ieri dai carabinieri del comando provinciale di Bergamo, che hanno eseguito le ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari emesse dal gip Lucia Graziosi, su richiesta del pm Fabrizio Gaverini. I reati contestati vanno dall'associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata, ai danni allo Stato attraverso l'acquisizione di erogazioni pubbliche non spettanti, sfruttamento di lavoro nero e riciclaggio. Oltre ai tre arrestati ci sono 38 indagati, tra cui funzionari pubblici compiacenti. Nel mirino dell'inchiesta (partita nel 2017 dalla violenza sessuale denunciata da un'operatrice, per la quale era stato identificato e giudicato un richiedente asilo) la gestione della cooperativa sociale Rinnovamento, con sede a Antegnate.Le misure restrittive sono state eseguite a carico di padre Antonio Zanotti, carismatico fondatore della cooperativa e personaggio controverso, già finito nei guai per un presunto abuso su minore. Ai domiciliari pure il presidente della cooperativa e l'economo. Randagio assale bimba di 3 anni
Bernate Ticino

Brutta avventura a Bernate Ticino (Mi) per una bimba di 3 anni che ha rischiato di essere assalita da un cane randagio di grossa taglia, che è entrato in un giardino e dopo aver sbranato un coniglio nano ha tentato di attaccare la piccola. Provvidenziale l'intervento del padre, che è riuscito a far fuggire il cane.


Recidivo nelle violenze
Brescia

Maltrattamenti domestici e violenza sessuale nei confronti della ex fidanzata. Sono le accuse di cui risponde un trentenne di Brescia, da dicembre sottoposto a misura di divieto di avvicinamento alla donna. Il caso ieri era in udienza preliminare davanti al gup Lorenzo Benini. L'uomo ha alle spalle una condanna per un caso analogo denunciato dalla compagna precedente.