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02/06/2020

Bus, 2 indagati nella gara da 4 miliardi

Il Tirreno - Matteo Leoni

Firenze, per la turbativa d'asta sotto accusa i funzionari regionali, ma potrebbero esserci più persone coinvolte
firenzeFra un mese dovrebbe cambiare gestore il trasporto pubblico in Toscana. Dovrebbe passare ad Autolinee Toscana spa, una società con nome locale, sede fiorentina e proprietà francese (Rapt). Sia Tar che Consiglio di Stato in 5 anni hanno stabilito che questo colosso europeo dei trasporti ha diritto a far girare (per oltre un decennio) i bus pubblici su e giù per la Toscana, secondo la gara da 4 miliardi di euro indetta in una data immemorabile dalla Regione. Ma la Procura di Firenze non sembra essere d'accordo con i giudici amministrativi. E giovedì ha spedito un battaglione di finanzieri (quasi una trentina) nella sede di Autolinee Toscane a prelevare tutti gli atti relativi alla gara d'appalto. Gara "gravata" da turbativa d'asta e falso, secondo la procura. La guardia di finanza si è presentata anche in Regione per acquisire documenti sulla preparazione del bando e lo svolgimento della gara, a un mese dalla data - il 1 luglio -nella quale è previsto che Autolinee Toscane subentri nella gestione del trasporto pubblico su gomme a Mobit, il consorzio di aziende toscane che ha anche presentato un anno fa l'esposto contro questa gara dalla quale sembra essere scaturita l'indagine della procura.Inizialmente il passaggio di consegne era previsto per il 1° giugno, poi è slittato a causa dell'emergenza coronavirus. Gli indagati sarebbero almeno due. Si tratterebbe di una funzionaria della Regione e del responsabile unico del procedimento di gara. Non è escluso però che possano esserci già altri nomi iscritti nel registro degli indagati. Sull'andamento delle indagini tuttavia gli inquirenti mantengono il massimo riserbo. E anche la Regione commenta solo con poche frasi dell'assessore ai Trasporti Vincenzo Ceccarelli: «La Guardia di finanza si è rivolta a noi per acquisire la documentazione sugli atti di gara, ricevendo il massimo della collaborazione. Confermiamo la massima fiducia nella correttezza dell'operato dei funzionari dei nostri uffici e siamo certi che anche questo procedimento lo dimostrerà, così come accaduto fino ad oggi con i ricorsi amministrativi. Siamo convinti che tutto sia stato fatto in modo regolare, andiamo avanti con l'obiettivo di fare l'interesse dei cittadini che hanno il diritto ad avere un servizio rinnovato e di qualità». Il contratto ottenuto da Autolinee Toscane spa durerà fino al 31 maggio 2031, con una base di gara pari a 2,77 miliardi per 11 anni di servizio. A dicembre il Consiglio di Stato ha valutato la gara come legittima anche laddove aggiudica un unico lotto regionale - anziché come in passato «spacchettato per aree geografiche e di servizio» - a un solo gestore per tutta la Toscana. Un altro ricorso al Tar, promosso da Mobit contro la richiesta di nuovi piani economici a corredo del bando e discusso il 26 febbraio, è stato respinto. Ora c'è l'inchiesta penale. Che deve rispondere a una serie di quesiti. Intanto in che cosa si concretizza la turbativa d'asta, se i giudici amministrativi hanno accertato la regolarità della gara d'appalto? Quali sono le "forzature" commesse dalla commissione di gara in sede di aggiudicazione per agevolare Rapt? O le forzature sono state commesse in sede di formazione del bando? E che cosa ci avrebbe ro guadagnato gli eventuali responsabili dalla turbativa d'asta? Infine: perché contestazione i reati a un anno dall'esposto e a 1 mese dal cambio di gestione? Che slitterà ancora. Ma non oltre - si dice - il 1° agosto. --Matteo Leoni