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03/08/2021

«Burocrazia feudale siamo tutti responsabili di questa schiavitù»

La Nuova Venezia - elvira scigliano

L'accusa dell'imprenditore sociale Maurizio Trabuio «Queste persone hanno troppa paura di denunciare» la riflessione di chi fa accoglienza
padova«Dobbiamo capire e dirci che, se da una parte qualcuno è colpevole e deve pagare, dall'altra tutti siamo responsabili e dobbiamo cambiare. Se invece continuiamo a far finta di credere al nostro enorme apparato di leggi illuminate e progressiste, sempre in attesa di regolamenti attuativi, circolari applicative, pareri conformi, delibere autorevolissime e così via, allora non solo saremo responsabili, ma diventeremo colpevoli anche noi». Maurizio Trabuio, imprenditore sociale che con la cooperativa Città SoLaRe accoglie migranti da oltre 30 anni, promuovendo la loro emancipazione e il loro inserimento lavorativo ed abitativo, interviene nella questione del capolarato che ha travolto l'azienda Grafica veneta. «Dal mio piccolo osservatorio di imprenditore sociale» rivela «mi stupisco che qualcuno faccia lo scandalizzato quando emergono queste vicende». Trabuio domanda: «Quando compriamo le arance o i pomodori a 2-3 euro al chilo, possiamo davvero immaginare che la persona che ha raccolto quel prodotto sia pagata correttamente secondo i contratti nazionali di lavoro tanto sbandierati ora dai nostri sindacati? Siamo sicuri che la contrattazione nazionale e la rigidità di inquadramento a fronte della scarsità statistica dei controlli siano lo strumento più idoneo a cogliere le necessità dei lavoratori e dei lavori?».Trabuio poi aggiunge: «Siamo sicuri che chi è appena arrivato, non sa la lingua, non ha contribuito in nessun modo ai sistemi sanitari, scolastici, sociali del paese nel quale lavora debba avere le stesse garanzie di chi invece ha contribuito al loro esercizio? Parlo di garanzie, che a mio avviso devono essere graduate e articolate in misura diversa per le diverse categorie, non di diritti della persona e del lavoratore che sono inviolabili».Si parte dalle arance e dai pomodori per farsi domande anche sugli altri costi: il trasporto, i mezzi, le persone, i materiali. E ancora: trasporto, distribuzione, arrivati in cassa il problema è di tutti e nono esclude nessun elemento della filiera. «Adesso domandiamoci» continua Maurizio Trabuio «perché è possibile ridurre in schiavitù qualcuno? Perché quel qualcuno ha così tanta paura a rivolgersi alle forze dell'ordine? Perché c'è qualcuno che non ha i documenti in regola? Perché la nostra burocrazia feudale è regolata per dare permessi di soggiorno anche tre anni dopo la richiesta? Perché lasciamo per troppo tempo nel limbo, spazio privilegiato per vessazioni e prevaricazioni, troppe persone. Perché abbiamo un codice degli appalti lungo 500 pagine e 220 articoli. Perché molti persone hanno bisogno di lavorare anche l'anno successivo e non si lamenteranno se non gli vengono pagate le ferie, o il tfr, o entrambi. Potremmo continuare praticamente all'infinito, questa analisi ci farebbe sicuramente arrossire di vergogna perché ci accorgeremmo che tanti nostri piccoli o grandi comportamenti non tengono conto delle ricadute prossime o lontane che hanno sulla vita di altre persone». --elvira scigliano© RIPRODUZIONE RISERVATA