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23/02/2021

Buoni spesa? Non li vuole (quasi) nessuno I fondi avanzano, ora serve il terzo bando

Corriere Adriatico

Prossimo step a marzo, al secondo 96 richieste. L'assessore Andreoni: «Criteri condivisi con i sindacati»
GLI AIUTI
OSIMO Non è bastato un secondo bando per esaurire i fondi destinati ai buoni spesa. Il Comune sarà costretto a farne un terzo a marzo per finire i soldi a disposizione. Alla seconda procedura chiusa martedì scorso sono giunte 96 richieste per i buoni spesa previsti dallo Stato per chi è in difficoltà economica a causa del Covid. Al primo avviso di dicembre con un plafond di 193mila euro previsti dallo Stato per Osimo, ai quali il Comune aggiunse 5mila euro di fondo di solidarietà, arrivarono 251 richieste, di cui 196 ammesse a finanziamento. Dunque con un avanzo di circa 100mila euro rimesso a bando a febbraio. Ma anche questa volta il Comune non è riuscito a distribuirli tutti, le domande pervenute sono state anche meno, appena 96, con decine di migliaia di euro avanzati se si considera che ogni bonus va da un minimo di 200 euro per una famiglia con un unico componente ad un massimo di 600 ma solo se il nucleo è da 7 unità.
Il precedente
E dire che nel primo lockdown della primavera 2020 il bando per i buoni spesa, sempre da 193mila euro, fu un successo, con 609 richieste e solo 39mila euro avanzati e rimessi a bando con un secondo avviso a maggio. Ed ora sembra un paradosso dover fare tre avvisi per esaurire i fondi per il bonus, utilizzabile per spesa alimentare o beni di prima necessità. A Osimo pochi beneficiari, o perché la povertà non è così dilagante come la crisi economica post Covid farebbe pensare, o perché il bando del Comune è troppo stringente, con vincoli rigidi che riducono la potenziale platea. All'avviso potevano partecipare solo residenti di Osimo che a novembre 2020 hanno avuto una riduzione o interruzione lavorativa, sia dipendente che autonoma, o che alla data di presentazione della domanda erano in uno stato di disoccupazione o inoccupazione.
I criteri
Il bando prevedeva un tetto massimo di reddito percepito a novembre scorso in base al numero di componenti famigliari: ad esempio 700 euro al mese se formato da una sola persona, 1.600 euro se con 5 unità. In sostanza può chiedere il bonus una tantum solo una famiglia con un unico stipendio, massimo due ma molto bassi, il che limita i beneficiari. L'assessore ai servizi sociali Paola Andreoni precisa però che «i criteri sono stati condivisi con i sindacati e sono a maglie più larghe rispetto al bando di primavera 2020. Si deve avere una perdita di reddito in funzione del Covid». Evitare un terzo bando e destinare l'avanzo per altri scopi? «Il fondo va utilizzato a questa destinazione, per i buoni spesa previsti dallo Stato» replica Andreoni. Che conferma: «Il nuovo bando sarà uguale, aperto dal 10 al 21 marzo». A marzo verrà anche aperto il bando per l'assegnazione degli alloggi Erap per riformulare la graduatoria in scadenza a luglio. Potranno partecipare i residenti nelle Marche o chi ci lavora (anche stranieri con permessi di soggiorno) e solo con reddito famigliare di massimo 11.744 euro. All'ultimo avviso per case popolari a Osimo parteciparono in 106.
Giacomo Quattrini
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