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04/02/2020

Bulli, pedofili e stupratori cresce l’allarme per i crimini sulle persone

Il Messaggero

In aumento anche le violenze in famiglia e soprattutto i reati legati all'uso di internet
SCENARI
L'AQUILA In Abruzzo cresce la cessione di stupefacenti da parte di giovani. Si ripetono gravissimi episodi di violenza sessuale di gruppo. In aumento i reati su pedopornografia, crescono fenomeni di bullismo, atti persecutori e violenza fisica tra genitori con coinvolgimento dei figli, di frequente assai piccoli. È la fotografia sull'andamento della giustizia nella regione, delineata durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario aperto ieri presso la Corte d'Appello dell'Aquila dal presidente, Fabrizia Francabandera e dal procuratore generale, Pietro Mennini, alla presenza di rappresentanti del Csm, dell'Avvocatura e delle autorità istituzionali, militari e religiose.
Nel settore civile, e seppure in misura minore anche in quello penale, si è avuto un trend declinante dei nuovi procedimenti registrati e l'aumento di quelli definiti. Le sopravvenienze risultano però ancora troppe, rispetto alle risorse umane di cui si dispone con conseguenze che si riverberano sullo smaltimento dei fascicoli arretrati. E proprio sulla dotazione organica dito puntato sulla scarsità del personale, soprattutto amministrativo, che ha fatto registrare un -18 per cento. Per quanto concerne i tempi medi di durata dei procedimenti, questi hanno fatto registrare una lieve riduzione al netto comunque perdurante variabilità dovuta al tipo di giudizio.
TEMI CALDI
Nel corso della cerimonia il presidente Fabrizia Francabandera ha toccato anche il tasto della prescrizione. La Corte d'Appello dell'Aquila, nell'anno appena trascorso, ha pronunciato il 14 per cento di sentenze di prescrizione, riferito ai cosiddetti reati non prioritari, un dato che è in linea con gli indicatori nazionali. E sulla dibattuta Legge della prescrizione, sempre la Francabandera ha affermato la necessità di non polarizzare la discussione tra gli assolutamente favorevoli e quelli contrari, provando invece a contemperare le diverse posizioni. Questo ribadendo come la vera questione connessa con i tempi dei processi sia la necessità di trovare un migliore equilibrio tra dotazioni di risorse e carichi di lavoro. «Il dibattito è vigoroso per usare un eufemismo, ha accentuato e come spesso accade la visibilità della posizioni più radicalmente contrarie o favorevoli alla riforma, lasciando in ombra quelle che propongono una conciliazione delle finalità» ha detto la Francabandera. Toccata anche la questione sulla popolazione carceraria in Abruzzo, in cui è stato evidenziato il significativo aumento pari al 9,5 per cento del numero dei detenuti, con situazioni di sovraffollamento soprattutto negli istituti di Pescara e Chieti, carcere quest'ultimo in cui il numero dei detenuti è pari al doppio di quello regolamentare.
Anche il procuratore generale Mennini ha poi parlato dell'andamento della giustizia in Abruzzo, regione in cui significativo è stato l'incremento delle iscrizioni per i reati ambientali. Sui reati fiscali, fallimentari e tributari, il Pg ha detto che «il nostro sistema penale a differenza di altri ordinamenti europei a democrazia matura, colpisce poco la criminalità economica e rischia di limitare la sua funzione preventiva e repressiva alle sole categorie che commettono reati di violenza o da strada». Dito puntato anche sul Codice degli appalti, «ginepraio di disposizioni non sempre chiarissime e spesso contraddittorie che va rivisto profondamente in termini di semplificazione. E' illusorio pensare ha aggiunto che la moltiplicazione degli adempimenti e dei controlli preventivi ostacoli la corruzione».
FENOMENI
In Abruzzo crescono fenomeni di bullismo che spesso si trasformano in cyber bullismo, in particolare negli istituti scolastici con protagonisti anche ragazzi non imputabili, sotto i 14 anni. Resta rilevante nella regione il fenomeno dei minori non accompagnati e di quelli con disagio che di frequente viene manifestato con atti di autolesionismo. Plauso del procuratore generale ai procuratori della Repubblica e sostituti in servizio su tutta la Regione, in particolare Michele Renzo in veste di Distrettuale Antimafia dell'Aquila per aver portato a compimento importanti inchieste legate al terrorismo internazionale, evidenziando nel contempo come: «Il tempo delle indagini è anche il tempo della sofferenza delle persone coinvolte e delle loro famiglie. Un tempo che incide sulla effettività della tutela dei diritti e sui tempi di prescrizione dei reati». Infine un appunto riservato agli organi di informazione: «Sulla abitudine invalsa di proiettare filmati di operazioni di polizia giudiziaria che mostrano indagati con il logo delle forze di polizia». L'invito del Procuratore generale di chiedersi se «ciò risponde ad una reale esigenza di informazione, se tali filmati siano compatibili con il rispetto umano che comunque è dovuto agli indagati ed ai condannati». Infine sulla sanzione penale, il procuratore generale ha concluso dicendo che «se non eseguita è ben più che inutile».
Marcello Ianni
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