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13/12/2018

Buia: «Rimandato ancora una volta un segnale importante»

Avvenire - MAURIZIO CARUCCI

INTERVISTA AL PRESIDENTE DELL'ANCE
Attacco all'eccessiva burocrazia: «Vogliamo produrre nei cantieri, non carta. Rimandare a una legge delega allungherebbe solo i tempi»
Roma «Ci aspettavamo un segnale importante per far ripartire il Paese, che invece ancora una volta viene rimandato a data da destinarsi». Gabriele Buia, presidente dell'Ance, l'Associazione nazionale costruttori edili, è deluso. Come spiega questo rinvio del Codice appalti? Questione più politica o più economica? Non riesco a darmi delle spiegazioni. All'interno del decreto Semplificazioni non vedo più alcun riferimento agli appalti. Forse si rimanda a una legge delega. Ma saranno tempi biblici. E non abbiamo più tempo. Quali sono le misure che chiedete? Un Codice snello con regole chiare e precise. Vogliamo essere imprese che producono nei cantieri e non carta. Troppa burocrazia. L'obiettivo di battere la corruzione è primario anche per noi. Ma così non veniamo aiutati affatto. Può essere efficace il registro unico proposto dal ministro Toninelli? Faccio fatica a seguire questi spot. Anche noi puntiamo sull'innovazione e sulla digitalizzazione. Ma quante sono le pubbliche amministrazioni attrezzate, per esempio, nell'uso del Bim, ossia il modello d'informazioni di un edificio. Purtroppo non si conosce la realtà del settore. Secondo Confindustria gli appalti comportano una capacità di acquisto di 140 miliardi di euro (8% del Pil). Questi ritardi possono danneggiare il settore? Prima della crisi la capacità era di 200 miliardi. I ritardi danneggiano tutto il sistema Paese. La nostra è una filiera vastissima. È necessaria una vera ed efficace riforma. Di quali opere ha più bisogno l'Italia in questa fase? Prima di tutto occorre un piano di manutenzione delle infrastrutture esistenti. A cominciare da scuole, ospedali e autostrade. Qual è la vostra posizione sulla Tav, per esempio? La programmazione spetta alla politica. Ma l'analisi costi/benefici va fatta prima. Una volta che si decide la costruzione non si può sospendere e rimandare.

Foto: Gabriele Buia

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