scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
03/11/2020

Bufera sullo staffista del sindaco assunto con un bando di 6 giorni

La Stampa - MASSIMILIANO RAMBALDI

A Moncalieri, Montagna sotto accusa per la procedura e i costi elevati: guadagnerà quanto il portavoce di Appendino IL CASO
Ne 2015 l'attacco a Roberta Meo "La voce me la porto da solo"
Polemiche e critiche sulla decisione del sindaco di Moncalieri, Paolo Montagna, di nominare un proprio portavoce che porterà il Comune a spendere circa 55 mila euro all'anno tra lo stipendio e contributi. ma non è solo l'aspetto che riguarda i costi dell'inquadramento del collaboratore del primo cittadino a sollevare dubbi e critiche, ma anche la formula della nomina. Non sono infatti mancati commenti anche aspri degli oppositori storici del sindaco Montagna. Come Rita Longhin, fino a un mese e mezzo fa consigliera comunale del Movimento Cinque Stelle, che punta il dio contro la «durata del bando, di soli sei giorni». Tra coloro che si sono divertiti sui ricorsi storici, c'è chi ha sottolineato come la nomina del portavoce, Lorenzo Mauro, sia stata resa possibile grazie ad una delibera dell'ex sindaco Roberta Meo, per inquadrare il suo portavoce dell'epoca. Meo e Montagna che si sfidarono nelle primarie del 2015 per la candidatura a sindaco dopo il primo mandato di Meo. Insomma, accuse più o meno velate di poca trasparenza e spesa eccessiva di soldi pubblici da parte dell'amministrazione comunale. Sindaci e collaboratori della comunicazione: un binomio a volte spinoso e spesso al centro di polemiche politiche, soprattutto legate ai soldi utilizzati per pagare queste professionalità (previsto dalle norme) Sette anni fa la bufera si concentrò sullo staffista del primo cittadino di allora, Roberta Meo, «ripescato» come collaboratore dopo che una sentenza del Consiglio di Stato annullava la delibera che garantiva i fondi per l'ufficio stampa. All'epoca il sindaco giurò «La voce me la porto da solo». Ora tocca a Montagna, il cui portavoce - per inciso - riceverà uno stipendio pari al compenso che la sindaca di Torino Chiara Appendino ha riconosciuto all'attuale capo ufficio stampa Mauro Gentile così come al suo predecessore Luca Pasquaretta. Di sicuro non è un inizio tranquillo di secondo mandato per Montagna. Dopo l'exploit elettorale, gli è piovuto addosso un avviso di garanzia per aver falsificato la messa alla prova che doveva sostenere. La misura alternativa concessa dopo i guai legati ad un'inchiesta del 2017, su un accesso abusivo a sistemi informatici delle forze di polizia. E ora le polemiche sul portavoce: «Purtroppo quando ci sono pochi argomenti concreti su cui attaccare un'amministrazione, si ricorre a questo - spiega Montagna -, intanto non si tratta di un bando, ma di una ricerca di candidatura. C'erano due domande e il sottoscritto ha fatto una scelta sulla base del curriculum». L'accusa è anche di spendere troppi soldi: «Tutte le cifre sono verificabili e pubbliche sui documenti ufficiali. Negli ultimi cinque anni la mancanza di un vice sindaco ha permesso un risparmio di 500 mila euro». C'era bisogno di un portavoce? «Abbiamo rivisto la totale pianta organica del Comune: il potenziamento dei servizi prevede anche nuovi agenti di polizia locale e funzionari dislocati in altri uffici, per un impegno di circa 800 mila euro. Se si vuole parlare del personale comunale, si guardi l'aspetto intero». - 55.000 E' l'impegno di spesa per un anno di attività dello staffista di Montagna 90 E' l'articolo del testo unico degli enti locali che prevede strutture a supporto del sindaco

Foto: Lorenzo Mauro (alle spalle del sindaco) durante i festeggiamenti per la rielezione di Montagna