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06/03/2021

Bufera sull’appalto per fiori e piante

L'Arena di Verona

VALEGGIO. La chiamata diretta di un'azienda per lavorare con il Comune non convince le due liste civiche in minoranza che presentano un'interrogazione in Consiglio
L'opposizione: «Affidato a una ditta per 91mila euro quando c'è già la coop incaricata» Il sindaco: «È per l'abbellimento, non per lo sfalcio di erba. Vostre frasi diffamatorie»
È bufera sulla decisione della giunta comunale di affidare direttamente a una ditta il progetto di abbellire alcune zone clou del paese con allestimenti arboreo-floreali. A finire sotto la lente d'ingrandimento dei rappresentanti dei gruppi di Valeggio Domani (l'ex sindaco Angelo Tosoni, la parlamentare Vania Valbusa e l'ex assessore Leonardo Oliosi) e di Uniti per Valeggio (Enrico Bertuzzi e Federica Foglia) è stata infatti una delibera di giunta dell'11 febbraio che ha adottato la proposta progettuale della ditta Miglioranzo Garden per un costo di 91 mila euro più Iva. Questo solo due giorni dopo che era stato affidato il servizio di manutenzione del verde pubblico, per il biennio 2021/2022, a favore della Cooperativa sociale Spazio 11. Nella delibera la giunta argomenta la scelta con la necessità di valorizzare il patrimonio immobiliare pubblico, aiutando l'economia e il turismo, anche in considerazione dei riconoscimenti ottenuti recentemente, come la bandiera arancione del Touring Club. Così alcune zone particolarmente rappresentative e che hanno «necessità di una attenzione specifica e di interventi non ordinari», come i giardini di Borghetto e la punta di Borghetto, il parco Ichenhausen, il parco della Rimembranza e una parte marginale di Via Ragazzi del '99 sono state trattate diversamente. Sono infatti state inserite nell'ambito dei lavori pubblici e non nell'appalto per il servizio di manutenzione ordinaria del verde pubblico per gli anni 2021 e 2022.La procedura adottata non ha convinto le minoranze che hanno stilato un'interrogazione in cui domandano se sia legittimo un atto che manca dei pareri di regolarità tecnica e contabile e quale sia la motivazione che ha portato l'amministrazione a inserire tale intervento tra i lavori pubblici e non tra le prestazioni di servizi, anche alla luce della differenza delle soglie previste per l'affidamento diretto (150 mila contro 75 mila). A lasciare perplessi i consiglieri c'è anche il fatto che non sia stato utilizzato lo strumento del partenariato pubblico-privato, oltreché la carenza della motivazione, ritenuta troppo generica e tale da mettere a rischio la legittimità dell'atto. Nell'interrogazione si chiede anche sulla base di quali dati si ritenga «consona e adeguata l'offerta progettuale» e se sia stata fatta «almeno una ricerca informale di mercato, così come suggerito anche dalle line guida Anac (Autorità nazionale anticorruzione) numero 4». I consiglieri chiedono poi perché non sia stato applicato un principio di rotazione visto che la ditta affidataria risulta già impegnata in altri appalti del settore e perché sia stato privilegiato l'affidamento diretto invece che la richiesta di offerta (Rdo), utilizzata dal Comune per importi molto minori.Per tutti questi motivi gli estensori dell'interrogazione chiedono al segretario comunale di valutare la liceità dell'atto, informando i competenti organi giurisdizionali qualora risultassero «condotte lesive dell'interesse pubblico».Di tutt'altro avviso il sindaco, Alessandro Gardoni, che sostiene come l'indirizzo politico amministrativo che la giunta ha voluto dare agli uffici sia stato quello di «assegnare i lavori di manutenzione e riqualificazione dei parchi e giardini più belli di Valeggio a dei professionisti giardinieri, mentre lo sfalcio dei bordi strada, dei marciapiedi e la manutenzione "ordinaria" alle cooperative sociali. Sull'affidamento diretto del lavoro dei parchi hanno operato gli uffici, chiedendo peraltro tre preventivi a tre diverse ditte di giardinieri».Al primo cittadino risulta che una sola delle società interpellate si sia detta interessata, mentre le altre società l'hanno «economicamente anti conveniente». Per Gardoni «forse l'unico problema è un tecnicismo, nel senso che l'affidamento doveva passare solo dagli uffici con determina e non con delibera, per cui eventualmente annulleremo la delibera. Le accuse mosse dalla minoranza sono pertanto infondate e diffamatorie. Agiremo di conseguenza».