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29/11/2019

Bufera giudiziaria sul porto turistico

Il Tempo - AUGUSTO PARBONI

Civitavecchia
Fiamme gialle, blitz all'Autorità Portuale Già quattro indagati
a pagina 20 ••• Bufera giudiziaria a Civitavecchia. Blitz delle Fiamme Gialle all'Autorità di Sistema Portuale del Tirreno Centro Settentrionale. I finanzieri, infatti, ieri mattina si sono presentati per perquisire gli uffici nell'ambito di un'inchiesta aperta dalla procura di Civitavecchia per il reato di turbativa d'asta. Nel mirino della magistratura ci sono, per ora, quattro persone: il presidente dell'Autority Francesco Maria Di Majo, la segretaria generale Roberta Macii e due imprenditori. Al centro dell'inchiesta, che ha portato alle prime iscrizione sul registro degli indagati, c'è l'appalto per il Marina Yachting Club. La Finanza, infatti, ieri mattina ha eseguito una serie di perquisizioni anche nelle abitazioni di alcuni indagatiper cercare documenti utili a verificare se l'aggiudicazione dell'opera sia stata eseguita in maniera cristallina. Hanno bussato anche a casa di un alto dirigente della stessa Autority. Si tratta di un'inchiesta che è partita in seguito a un accertamento svolto dall'Anac, che in un documento ha puntato il mirino soprattutto su Rogedil e Port Mobility. All'attenzione dell'Anac, il trasferimento del pacchetto azionario di Port Mobility a Regidil nel 2014. Al centro delle perplessità dell'Autorità nazionale anticorruzione, i requisiti della Regidil riguardo ai servizi di manutenzione, mobilità e viabilità del nuovo porto turistico che cambierebbe il volto dello storico porto. Il documento dell'Anac è stato preso subito in esame proprio dalle Fiamme Gialle, che sono coordinate dal pubblico ministero di Civitavecchia Alessandro Gentile, che ha già ascoltato come persona informata sui fatti l'ex sindaco Antonio Cozzolino. Quello di ieri, dunque, è solo un altro capitolo dell'indagine che deve far luce sull'appalto. I militari della Finanza della stazione Navale e della Compagnia di Civitavecchia, infatti, con queste perquisizioni, hanno potuto acquisire, anche nella Capitale, altro materiale utile a far luce sulla gara: nelle mani degli investigatori sono finiti anche i computer degli indagati, sono state passate al setaccio anche le loro automobili, le abitazioni e sono stati sequestratii cellulari. C'è stata, dunque, un'accelerazione nell'inchiesta per evitare che la stessa potesse essere «messa a rischio». È stata infatti la stessa procura a definire «indispensabili» queste le perquisizioni di ieri mattina. «Stiamo valutando le iniziative da porre in essere nel più breve tempo possibile al fine di chiarire la posizione dei suddetti, confidando che le argomentazioni che porteremo all'attenzione della magistratura possano definitivamente, ed in tempi rapidi, chiarire la vicenda e le rispettive posizioni», ha detto l'avvocato Lorenzo Mereu, che assiste i vertici dell'Autority. «Il presidente della Port Mobility e della Roma Marina Yachting srl e l'ad della Port Mobility, rappresentano di essere assolutamente estranei alla vicenda», ha detto infine l'avvocato Andrea Miroli.

Foto: Sede l'ingresso dell'Autorità portuale perquisita dalle Fiamme Gialle Francesca Maria Di Maja Presidente dell'Autority