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11/01/2019

Buche e appalti lumaca la mossa di Raggi: gare al pool del governo

Il Messaggero - Lorenzo De Cicco

IL PROVVEDIMENTO
La sindaca chiama il Provveditorato delle Opere pubbliche: gestirà tutte le commesse comunali, dal progetto fino ai cantieri IL PIANO PER SUPERARE I RITARDI DELLA MACCHINA BUROCRATICA DEL CAMPIDOGLIO LA NUOVA CENTRALE DI COMMITTENZA AVRÀ IL COMPITO DI VELOCIZZARE GLI INVESTIMENTI NEI PROSSIMI 3 ANNI
Un pool di tecnici del governo per gestire e assegnare tutti gli appalti del Campidoglio, oltre un miliardo di euro di investimenti solo nei prossimi tre anni, dalle strade alle scuole. È la mossa che Virginia Raggi ha deciso di mettere a segno per sbloccare il pantano delle commesse pubbliche comunali, impaludate da anni - da prima che i grillini conquistassero il governo di Roma, va detto - nei rivoli limacciosi della burocrazia. Una macchina amministrativa, quella dell'Urbe, che si è mossa finora al rallentatore, in una città bombardata invece, ogni giorno, da un'emergenza, dalle buche ai rifiuti, a cui servirebbe quindi rapidità di interventi, a partire dai cantieri. AL RALLENTATORE La sindaca ha negoziato personalmente, in questi mesi, col Provveditorato delle opere pubbliche, il pool di esperti del Ministero dei Trasporti. La trattativa, rimasta finora sottotraccia, sembra arrivata a un punto di svolta: da quanto risulta al Messaggero , a giorni dovrebbe essere firmata una convenzione che trasformerà i tecnici del DipartiLa statua del Marc'Aurelio davanti a palazzo Senatorio in piazza del Campidoglio mento per le Infrastrutture del governo nella stazione appaltante e nella centrale di committenza dell'amministrazione della Capitale. Potranno seguire insomma tutte le gare comunali, dalla progettazione fino alla direzione dei lavori, sforbiciando - si spera - le lungaggini delle procedure. LA «FASE 2» È questa, più del rimpasto di giunta che sarà varato a breve, la vera «sterzata» che la sindaca ha deciso di imprimere all'amministrazione di Roma, l'innesco della «fase 2» annunciata subito dopo l'assoluzione nel processo per l' affaire Marra a novembre. Approdata a metà mandato, scacciati i fantasmi giudiziari, Raggi cerca il cambio di passo, consapevole che nei prossimi due anni e mezzo si gioca tutto. «Ora servono risultati», ha detto agli assessori, prima e dopo capodanno. Non basta l'Atac, salvata col concordato da un fallimento che appariva imminente, fino a un anno e mezzo fa. Tocca mettere mano alle altre grandi urgenze. Dalla grana rifiuti alle intramontabili buche. FUGA DI RESPONSABILITÀ Sugli appalti, si è resa conto la sindaca dopo 30 mesi a Palazzo Senatorio, serviva un intervento forte, uno "shock" per la burocrazia pachiderma di travet e dirigenti comunali, dove in pochissimi, dallo scandalo di Mafia Capitale in poi, sono disposti a mettere una firma e a prendersi responsabilità. A maggior ragione quando sono in ballo commesse da milioni di euro. Ecco perché sono stati chiamati in causa gli esperti del Ministero delle Infrastrutture. Il capo del Provveditorato interregionale delle Opere pubbliche per il Lazio, l'Abruzzo e la Sardegna, Federico Vittorio Rapisarda, ieri ha scritto alla sindaca per formalizzare l'accordo. «Confermo - ha scritto - la disponibilità di questo istituto ad assumere le funzioni di stazione appaltante/centrale di committenza per i lavori che il Comune di Roma riterrà di delegare». L'operazione sarà a costo zero per le casse capitoline, anche se la copertura finanziaria degli appalti dovrà essere sempre garantita da Palazzo Senatorio. © RIPRODUZIONE RISERVATA

I numeri

1 miliardo

490 milioni

310 milioni

per le strade gli investimenti negli anni 2019-2021 i fondi per i trasporti

L'accordo

Il documento spedito ieri al Campidoglio dal Provveditorato delle Opere Pubbliche del Ministero che sancisce l'accordo con il Comune

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