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10/10/2018

Btp agli italiani e aiuti dalle partecipate le ultime mosse per difendere la manovra

La Repubblica - ANNALISA CUZZOCREA, CARMELO LOPAPA

La fase dell'oro alla patria Il retroscena
L'idea di Salvini: piano per incentivare l'acquisto di titoli italiani. Oggi Conte raduna gli ad delle aziende di Stato: "Investite e assumete"
, ROMA, LIONE Siamo all'oro alla patria. Che sa già di carta della disperazione, soprattutto se tirata fuori alla prima "manovra del cambiamento" del governo gialloverde. L'appello di Matteo Salvini, che si sente comunque in conflitto contro «gli speculatori e i burocrati di Bruxelles», è sempre agli «italiani, che sono generosi e sapranno darci una mano».
Dovranno giusto farsi carico, al posto degli investitori stranieri sempre più scettici e spaventati, dei titoli del Tesoro. Cioè dell'indebitamento di un Paese in procinto di essere declassato. In cambio, pronte detrazioni fiscali e un mare di promesse. Gli economisti della Lega la "carta" segreta - con l'acronimo Cir, Conti individuali di risparmio l'hanno già messa a punto, pronta per essere giocata se la situazione dovesse precipitare nelle prossime settimane. Matteo Salvini parla dal palcoscenico europeo, a margine del G6 dei ministri dell'Interno, mostrando muscoli come come se tutto intorno non rischiasse di venire giù. «Niente e nessuno ci può fermare. Altro che spread a 400.
Gli speculatori si mettano in testa che questa è solo la prima di cinque manovre del governo tuona in una sala dello Stadio di Lione dove si tiene il vertice super blindato su immigrazione e terrorismo - E non ci sono piani B, C e D. Avete visto? Adesso Bankitalia e Fmi ci dicono che non si può toccare la Fornero? Ecco, più mi dicono che non si può toccare la riforma, più sono convinto che sia un mio dovere farlo». Questo non vuol dire che non ci saranno provvedimenti in caso di emergenza, se lo spread dovesse schizzare, ammette lo stesso capo del Viminale: «Certo che abbiamo delle contromisure.
La forza dell'Italia è un risparmio privato che non ha eguali al mondo. Ecco, io sono convinto che gli italiani, che sono generosi, siano pronti a darci una mano».
Oro alla patria? Una patrimoniale sugli immobili?, la buttano lì i giornalisti: «Macché, niente di tutto questo», taglia corto il segretario. Bisogna bussare alla porta degli economisti della Lega per avere un quadro più dettagliato. Ecco, siccome i titoli di Stato potrebbero presto essere meno appetibili, il sottosegretario Armando Siri soprattutto ma anche gli altri, da Garavaglia a Borghi, hanno pensato a uno strumento che possa convincere i riparmiatori italiani, le famiglie soprattutto, a investire su quei titoli. I proventi, nella misura massima di 15 miliardi l'anno, andrebbero rigorosamente destinati agli investimenti. Si chiamerebbero Cir: ogni famiglia potrà investire fino a 3 mila euro l'anno in cambio di un una serie di agevolazioni fiscali. tra cui: la deduzione del 23 per cento, la non imponibilità dei rendimenti, la non pignorabilità e, ancora, la «irrilevanza Irpef delle eventuali plusvalenze e minusvalenze».
Alla necessità di puntare sugli investimenti, di farli crescere, pensa in queste ore anche il premier Giuseppe Conte. Che ieri ha inviato una lettera agli amministratori delegati delle principali partecipate di Stato convocandoli per oggi pomeriggio alle quattro e mezza a Palazzo Chigi. In Sala Verde, alla presenza anche di Di Maio, Salvini, Giorgetti, Tria, Lezzi, Toninelli, arriveranno Alessandro Profumo di Leonardo, Marco Alverà di Snam, Claudio Descalzi di Eni, Stefano Cao di Saipem, poi i dirigenti di Ansaldo Energia, Enel, Poste, Fincantieri, Italgas, Evp Italgas, Ferrovie e Openfiber. A tutti, Conte dirà che il governo mette sul tavolo 36 miliardi di investimenti già programmati per 15 anni, oltre a quelli previsti per il prossimo triennio in manovra, ma chiederà soprattutto quali possono essere gli investimenti aggiuntivi delle aziende. Quali sono i loro consigli per la tanto promessa revisione del codice degli appalti.
Insomma, cosa serve per crescere. Con una postilla che tradisce la difficoltà del momento: agli ad il premier intende chiedere una valutazione dell'effetto della riforma della legge Fornero. Vuole sapere quante nuove assunzioni intendono fare a fronte delle uscite che arriveranno, per cercare di sostenere la tesi di un possibile forte aumento dell'occupazione. Tesi che, in molti, considerano ottimistica.

32% Stranieri

27% Banche 19% Fondi e assicurazioni

6% Italiani

16% Banca d'Italia

Chi possiede il debito pubblico Totale 2.341 miliardi (al 31 luglio)

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