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07/10/2021

Brunetta firma il decreto che digitalizza gli appalti

Il Sole 24 Ore - G.Sa.

Il regolamento
Testo inviato alla Gazzetta ufficiale dopo le verifiche con Giovannini e Franco
ROMA

Passo avanti decisivo per la digitalizzazione degli appalti pubblici, uno dei capitoli incompiuti del codice del 2016. È stato inviato ieri alla Gazzetta ufficiale il regolamento del ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, di concerto con i ministri delle Infrastrutture Giovannini e dell'Economia Franco, per la definizione delle modalità di digitalizzazione delle procedure dei contratti pubblici.

Il decreto, composto di 29 articoli, costituisce lo strumento attuativo per la definizione dei requisiti funzionali e tecnologici dei sistemi telematici del procurement pubblico e definisce le modalità di digitalizzazione delle procedure di affidamento, anche attraverso l'interconnessione per l'interoperabilità dei dati delle pubbliche amministrazioni. Questo aspetto è uno dei più rilevanti per consentire alle differenti banche dati pubbliche di parlarsi, riducendo quindi gli adempimenti a carico delle imprese.

Il decreto individua, inoltre, «i principi generali per la digitalizzazione dei processi di approvvigionamento delle pubbliche amministrazioni, in particolare delle fasi di acquisto e negoziazione, e indica le caratteristiche tecniche generali dei sistemi che ne costituiscono il supporto telematico». Ora sarà l'Agenzia per l'Italia digitale (Agid) a dettare, con apposite linee guida, «le regole tecniche, comprensive della descrizione dei flussi, degli schemi dei dati e degli standard europei di interoperabilità tra i sistemi telematici».

«Obiettivo del provvedimento - afferma una nota del ministro della Pubblica amministrazione - è uniformare le procedure telematiche alle migliori pratiche, nazionali ed europee. Gli appalti elettronici contribuiscono a migliorare l'efficienza amministrativa complessiva diminuendo i costi di gestione delle procedure di gara: riducono la durata del ciclo dell'appalto e gli oneri amministrativi a carico delle imprese, facilitano e rendono più efficaci i controlli». Non è l'unico vantaggio, continua la nota del ministro della Pa: «La modalità digitale stimola anche la concorrenza, favorendo la partecipazione e l'informazione delle piccole e medie imprese».

Il regolamento è previsto dall'articolo 44 del codice appalti che fissava il termine di un anno per l'emanazione del decreto. Brunetta rimedia così a un ritardo lungo 4 anni che ha paralizzato uno dei processi decisivi per una maggiore efficienza del sistema italiano degli appalti. Sono in molti a pensare, infatti, che non ci sarà un salto di qualità nel procurement italiano senza la completa digitalizzazione del sistema e la qualificazione delle stazioni appaltanti, aspetti qualificanti, rimasti inattuati, del codice del 2016.

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Reso operativo uno degli aspetti più qualificanti del codice, inattuato da quattro anni