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26/01/2021

Brunetta: «100 giorni per salvare l’Italia Un patto bipartisan su vaccini e Recovery»

La Nuova Venezia - Albino Salmaso

L'ex ministro e deputato di Forza Italia lancia un appello ai dialogo «Il piano del commissario Arcuri ha fallito, copiamo il modello Israele»
L'INTERVISTAAlbino Salmaso Cento giorni per salvare l'Italia. Con un patto bipartisan che garantisca i vaccini e il via libera al Recovery Plan entro aprile. Renato Brunetta, ex ministro, Forza Italia, nel suo intervento alla Camera ha indicato la rotta sia al premier Conte che a Salvini: le elezioni anticipate possono attendere perché va costruito un grande patto di riconciliazione tra le istituzioni e il Paese reale.Onorevole Brunetta, il governo Conte arranca sotto i colpi della crisi aperta da Renzi, cosa vede all'orizzonte?«Vedo molta confusione e temo per la democrazia, che rischia di essere calpestata e travolta dalla pandemia. Sono preoccupato perché la gente non capisce più i giochi di potere del Palazzo. Avremmo dovuto scegliere l'unità nazionale già a marzo 2020, quando scoppiò la pandemia. Di fronte ai morti di Bergamo, ai medici disarmati e senza farmaci, in mezzo a tanta tragedia avremmo dovuto costruire le larghe intese in Parlamento per garantire la sicurezza democratica. Tutti uniti, senza casacca di partito, per sconfiggere la pandemia: è tardi ma ce la possiamo ancora fare».Il suo è un richiamo al governo e anche alle opposizioni?«Certo, io il mio contributo l'ho dato perché con qualche difficoltà ho convinto il centrodestra a votare sempre gli scostamenti di bilancio. Ne ho fatto una battaglia personale, in nome della responsabilità. In cambio non abbiamo ricevuto nulla. Ho suggerito al ministro Gualtieri di stanziare fin da subito 100-120 miliardi e lui invece si è presentato con provvedimenti parziali da 5-10-20 miliardi, emanati con numerosi decreti legge. L'opposizione ha continuato a dare fiducia al governo in cambio di nulla».Il centrodestra ora chiede le elezioni: Salvini e la Meloni l'hanno detto chiaro e tondo al capo dello Stato Mattarella.«La richiesta del voto anticipato è più che legittima di fronte a una maggioranza in frantumi sotto i colpi di Renzi. Però in me prevale il senso di responsabilità...»E quindi?«E quindi mi chiedo: possibile non ci sia altra strada che sciogliere le Camere tra un paio di mesi, bloccare tutto e andare al voto senza una nuova legge elettorale? Nessuno calcola che non possiamo perdere la battaglia contro la pandemia proprio nella fase cruciale? Non ci voglio credere». Quindi lei cosa propone nel concreto?«Oggi finalmente abbiamo l'arma decisiva contro il Covid: i vaccini. Sono 5-6. Tutti affidabili. Pfizer e Moderna acquistati dall'Ue e distribuiti dal commissario Arcuri. Ma la Russia sta utilizzando lo Sputnik V, in Cina il CNBG, Sinovac. E a giorni ci sarà il via libero dell'Ema all'anglo-italiano AstraZeneca».Lei si farebbe iniettare lo Sputnik di Putin?«Certo. Subito se potessi. Penso che i vaccini debbano anche essere messi sul mercato tramite le farmacie, dopo aver garantito la priorità alle fasce protette. Purtroppo il piano Arcuri fa acqua da tutte le parti. Non accuso nessuno, ma è così. Si tratta di copiare il modello Israele che vaccina sette giorni su sette H 24. Calendario non stop. Questa deve essere la priorità assoluta, altrimenti si vanificano gli sforzi fatti fino ad ora. L'impegno è stato eccezionale con un debito scaricato sulle spalle dei nostri figli per 120-140 miliardi. Li abbiamo spesi in bonus, ristori, indennizzi, moratorie fiscali, cassa integrazione e ammortizzatori sociali per bloccare i licenziamenti in attesa del vaccino».Il vaccino c'è ma la Pfizer ha tagliato le forniture. Come se ne esce?«Comprando i vaccini sul mercato. Senza subire ricatti. Però ci vuole uno scatto d'orgoglio degno della storia del nostro Paese, che è la settima-ottava potenza economica del mondo per benessere, qualità della vita, cultura, università, logistica e tecnologia. In 100 giorni ce la possiamo fare. Ci vuole un patto tra pubblico e privato, coinvolgere gli ospedali e le farmacie, Confindustria e il sindacato. Tutta la società. Quando ho letto il piano di Israele ho detto: questo è un Paese con un popolo straordinario, che sa sempre reagire. Ecco, ce la possiamo fare anche noi, a costo di trovare un mister Wolf alla Quentin Tarantino e mandarlo in giro per il mondo a comprare vaccini. Bisogna osare l'impossibile».Insomma, lei è convinto che si debba puntare tutte le energie sul vaccino per uscire dalla crisi? «Certo. Se c'è la garanzia che nel giro di 100 giorni almeno 40 milioni di italiani saranno vaccinati potremo contare sull'immunità di gregge. E sarà la fine di tutte le paure. Basta con le zone gialle, arancione e rosse: vanno sostituite con le mappe di copertura vaccinale. Solo così potranno ripartire i consumi e gli investimenti e gli ultimi 32 miliardi del Ristori 5 saranno finalmente un aiuto a chi riapre. Insomma, meno tamponi e più vaccini. Basta seminare paura con il lockdown, negazione della vita. Sogno la notte che le scuole in pochi giorni vaccinino studenti e docenti. E così nei posti di lavoro. Ci vuole una strategia H24 fino a quando avremo il passaporto per ricominciare a vivere. Il piano Arcuri non funziona, prevede di raggiungere l'immunità di gregge fra 10-15 mesi. Troppo tardi. La copertura immunitaria del vaccino dura 10-12 mesi e quindi c'è il rischio di non raggiungere mai questo traguardo. La variabile tempo è fondamentale».Insomma, 100 giorni per ridare speranza all'Italia: lei crede che le forze politiche siano pronte ad accogliere l'appello?«Me lo auguro. Se vogliano far ripartire l'economia non ci sono altre strade. Spero che questa sia la priorità del governo Conte, il momento unificante del Paese. Sono un inguaribile ottimista e credo che il patto bipartisan sui vaccini sia la premessa per approvare il Recovery Plan: senza la riforma della giustizia, del fisco, della pubblica amministrazione, del mercato del lavoro e del codice degli appalti non riusciremo a spendere i 209 miliardi dell'Ue. Se non hai un mister Wolf a palazzo Chigi non vinci la sfida. Bisogna replicare il modello Ponte Morandi di Genova a qualsiasi livello».Il premier Conte ha pochi giorni per allargare la maggioranza, lei cosa vede all'orizzonte?«Possibile non ci sia un po' di buon senso? La gente chiede certezze per ricominciare a vivere. Vinciamo la sfida dei vaccini e del Recovery Plan, poi inizierà il semestre bianco e a gennaio '22 si eleggerà il nuovo Capo dello Stato. Ecco, tra un anno ci si potrà contare, oppure a scadenza naturale nel '23. Ma mettere il legittimo egoismo dei partiti davanti all'interesse generale del Paese mi pare una follia. La pandemia non è sconfitta. E c'è pure il rischio di perdere i 209 miliardi dell'Europa». --© RIPRODUZIONE RISERVATA