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25/05/2021

«Bricole in rovere a rischio corrosione» Esposto ambientalista alla Corte dei Conti

La Nuova Venezia - eugenio pendolini

contro il bando del provveditorato alle opere pubbliche
Secondo esposto in un anno alla Corte dei Conti da parte delle associazioni contro l'installazione in laguna di bricole in rovere e senza trattamenti. Stavolta nel mirino di Italia Nostra, Venezia Cambia, Caal ed EcoIstituto è finito il bando da 3,5 milioni di euro del Provveditorato alle Opere Pubbliche datato febbraio di quest'anno, con cui si prevede la sostituzione di 2.571 pali corrosi (825 gruppi da tre pali e 24 dame da quattro) per la laguna centro-nord con altrettanti in rovere. Il bando fa parte di un più ampio stanziamento da 6 milioni complessivi che comprende altri 2,5 milioni di euro per le bricole in laguna sud. Secondo le associazioni, il danno erariale supererebbe i 12 milioni nell'arco di 15 anni tra materiale e posa in opera. Il motivo? L'utilizzo di legname di rovere e senza alcun trattamento protettivo. I firmatari citano un rapporto del Cnr-Ismar del 2011 secondo cui organismi come le teredini mettono fuori gioco i pali in circa due anni. E proprio da questa constatazione, una serie di ricerche e approfondimenti su materiali alternativi (compresi quelli sintetici) aveva portato alla ribalta tra i tanti un metodo di protezione del legno con graffettatura metallica (unico con brevetto europeo) in grado di portare la resistenza delle bricole a (almeno) 15 anni. Un prodotto, questo, considerato "infungibile" (quindi non rimpiazzabile) dall'Avvocatura dello Stato nel giugno del 2014 e realizzato dall'architetto Sandro Castagna, che - dopo innumerevoli battaglie legali - nel frattempo ha presentato con l'avvocato Paolo Seno un ricorso al Tar contro l'ultimo bando del Provveditorato. --eugenio pendolini