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21/07/2021

Brevetti congelati in emergenza

MF - ANDREA PIRA

IL GOVERNO POTRÀ CONCEDERE LICENZE OBBLIGATORIE SU FARMACI E DISPOSITIVI MEDICI
Via libera alla proposta Grillo (M5S) La sospensione varrà per garantire tutti gli approvvigionamenti essenziali
Il Movimento Cinque Stelle mette un primo tassello verso la sospensione dei brevetti. In situazioni di emergenza sanitaria il governo potrà concedere licenze obbligatorie per garantire l'approvvigionamento di medicinali e dispositivi medici considerati essenziali. Lo prevede un'emendamento al decreto Semplificazioni e Recovery presentato dall'ex ministro della Salute, Giulia Grillo, e approvato ieri alla Camera. La modifica interviene sul codice della proprietà industriale del 2005. La possibilità di congelare i brevetti potrà estendersi al massimo fino a 12 mesi dopo la fine dello stato di emergenza. La licenza obbligatoria sarà concessa con decreto dei ministri della Salute e dello Sviluppo economico, previo parere dell'Agenzia del farmaco «in merito all'essenzialità e alla disponibilità dei farmaci rispetto all'emergenza». Il decreto prevede inoltre «l'adeguata remunerazione» per i detentori del brevetto, «determinata tenendo conto del valore economico dell'autorizzazione». Il via libera all'emendamento pentastellato arriva mentre sul fronte politico il dibattito verte sulla misure per contenere la diffusione delle varianti del virus, a partire dalla revisione dei parametri per il cambio di fascia di rischio tra Regioni. Si andrà in zona gialla se l'occupazione delle terapie intensive è superiore al 5% dei posti letto a disposizione e se quella dei reparti ordinari supererà il 10%, Non più quindi in base all'Rt. Questa la soluzione a cui stanno lavorano governo e Regioni. E continua anche il dibattito sia sull'estensione del green pass, il cui utilizzo potrebbe essere modulato in base alle fasce di rischio, sia sulla proroga dello Stato di emergenza, in scadenza a fine mese. Tra gli emendamenti approvati ieri anche il rinvio dell'entrata in vigore dell'articolo 177 del Codice degli appalti, ossia l'esternalizzazione dei servizi pubblici dal 31 dicembre 2021. Intanto una nuova bozza del disegno di legge delega sulla riforma dei contratti pubblici, approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 30 giugno, prevede misure per garantire il rispetto dei criteri di responsabilità energetica e ambientale nell'affidamento degli appalti e dei contratti di concessione, in particolare attraverso la definizione di criteri ambientali minimi. Temi, quelli del green, al centro delle tensioni attorno al ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani. Nei giorni scorsi, con il parere contrario del governo, è stato approvata una modifica al Semplificazioni che permette l'intervento del Parlamento sui progetti ambientali necessari per raggiungere gli obiettivi inseriti nel decreto che imposta la governance del Recovery. Ieri, al termine del colloquio con il premier Mario Draghi, nelle vesti di capo politico del M5S Giuseppe Conte ha ribadito la fiducia nel titolare del Mite. Piatto forte del faccia a faccia è stata però la Giustizia e i malumori pentastellati verso la riforma Cartabia del processo penale, decisamente distante dall'impostazione del precedente Guardasigilli, il grillino Alfonso Bonafede. Non ci sono stati strappi. Entro l'inizio della prossima settimana potrebbe arrivare un emendamento del governo per recepire alcuni accorgimenti che tengano conto delle diverse visioni suggerite dai partiti. In ogni caso, la posizione del premier è stata chiara: non ci saranno stravolgimenti dell'impianto. (riproduzione riservata)

Foto: Giulia Grillo