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19/05/2020

Bretella, sforbiciata alla burocrazia

QN - La Nazione

LA SPEZIA Due anni e mezzo per realizzare un'opera che, senza commissario e con l'iter ordinario, non vedrebbe la luce prima di quattro anni e mezzo. Tempi e attese che in confronto ai quaranta anni di 'gestazione' del progetto sembrano un'inezia, ma che oggi assurgono a elementi imprescindibili per due valli che rischiano di affogare sotto il peso di una cronica carenza infrastrutturale, acuita dal crollo del viadotto di Albiano. Il ponte destinato a collegare Ceparana e Santo Stefano è ormai in rampa di lancio, con il primo lotto da 15,1 milioni di euro pronto per essere appaltato. E saranno le scelte della politica a fare la differenza: si procederà con l'iter ordinario, più lungo e tortuoso, oppure con la nomina di un commissario che, sfruttando le deroghe al codice degli appalti, è in grado di accelerarne la realizzazione? La domanda è più che mai attuale, alla luce dell'ennesimo affondo con cui Regione e Provincia nei giorni scorsi hanno rinnovato al ministero delle Infrastrutture la richiesta di un commissario ad hoc. Tutto ruota attorno a tempi e modalità, che 'La Nazione', grazie agli uffici tecnici dell'assessorato regionale alle Infrastrutture, può fornire ai lettori. L'iter ordinario, il cui cronoprogramma, come anticipato dall'assessore Giacomo Giampedrone, è già stato stilato - pronto per essere firmato da Regione e Provincia qualora lo Stato bocciasse l'ipotesi commissariale - prevede l'apertura del nuovo ponte negli ultimi mesi del 2024. Un iter lunghissimo dove solo la procedura di affidamento dell'appalto integrato durerebbe oltre un anno, con la realizzazione del progetto esecutivo stimata tra la fine del 2021 e il primo trimestre del 2022, periodo in cui è fissato l'inizio dei lavori. I tempi del collaudo dell'opera andrebbero a 'bruciare' gran parte del 2024. Quattro anni e mezzo, tempi biblici che la gestione commissariale potrebbe ridurre sensibilmente, sfruttando non solo i poteri speciali e la possibilità di derogare al Codice degli appalti, ma anche le pieghe del quadro procedurale in materia di appalti pubblici nell'ambito dell'emergenza Covid19 impostato recentemente dalla Commissione europea. Che, manco a dirlo, corrisponde a quello adottato per la demolizione e ricostruzione del ponte Morandi di Genova. Quale sarebbe la sua applicazione sull'appalto del viadotto? Un'opera pronta, collaudata e aperta al transito entro la fine del 2022, ovvero in due anni e mezzo, con un taglio netto di due anni rispetto all'iter ordinario. Una riduzione netta del cronoprogramma concentrata non tanto nei tempi di esecuzione materiale dei lavori, quanto nella sforbiciata alla burocrazia. Un arco di tempo sufficiente per realizzare il progetto definitivo del secondo lotto (per la sistemazione della viabilità di interconnessione al ponte) e i soldi, 10 milioni, per realizzarlo. Spetta ora a Roma decidere sulla richiesta espressa dal territorio. Matteo Marcello © RIPRODUZIONE RISERVATA