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19/05/2020

BpVi, cause per chiedere i danni ai revisori

Il Giornale di Vicenza

IL CRAC DELLE POPOLARI. Da domani l'associazione di ex azionisti Noi che credevamo nella BpVi raccoglierà a Gambellara circa 400 mandati per avviare i contenziosi
Gli ex soci meno abbienti potranno aderire grazie ai fondi di un bando dell'importo di oltre 300 mila euro messo a disposizione dalla Regione
Adesso nel mirino degli azionisti traditi dall'ex Banca popolare di Vicenza finisce la società di revisione Kpmg; quella, per intenderci, che ha certificato gli ultimi bilanci dell'istituto di credito di via Framarin prima del default. Attraverso l'associazione Noi che credevamo della BpVi, e grazie ai fondi di un bando regionale dell'importo di oltre 300 mila euro (accumulato in due anni) circa 400 soci da domani potranno firmare la delega ai legali (messi a disposizione dall'associazione) con cui iniziare la battaglia amministrativa (la causa infatti sarà di natura civile) contro i revisori. Accusati dagli ex azionisti di avere validato documenti che di fatto avrebbero già contenuto tutti gli elementi per poter capire le difficoltà in cui stava, ormai da tempo, navigando la banca. Il bando varato dalla regione Veneto aiuta gli ex soci meno abbienti a coprire le spese legali che altrimenti per loro risulterebbero insostenibili. Le firme per i mandati verranno raccolte a partire da domani e poi nelle serate di mercoledì e giovedì nei piazzali dell'ex Perlini di Gambellara. Potranno presentarsi però solo le persone che sono state convocate dall'associazione. Le regole sono infatti rigide, e sono state stabilite per evitare assembramenti in tempo di coronavirus. Gli appelli avverranno in ordine alfabetico e a snellire le procedure ci saranno contemporaneamente dieci professionisti che presenteranno e raccoglieranno i documenti per l'iscrizione al ruolo delle cause che deve avvenire entro giugno (data di scadenza del bando).«Questo bando per cui abbiamo fatto domanda rappresenta una manna dal cielo - spiega Luigi Ugone, presidente dell'associazione Noi che credevamo nella BpVi -. Siamo convinti di avere delle importanti carte in mano. Atti che ci fanno sperare di recuperare il 70 per cento delle somme di ristoro che non verranno coperte dai fondi del Fir (ovvero il fondo del governo che risarcisce gli ex azionisti fino a una quota del 30 per cento delle somme perse ndr). Insomma dopo l'inchiesta penale, che sta facendo il suo corso con il processo, c'è anche questa opportunità per cui dobbiamo ringraziare la regione. Noi non abbiamo mai mollato prima e non abbiamo certo intenzione di farlo adesso».Per chi non ha potuto rientrare all'interno dei vincoli stabiliti dal bando, Ugone assicura che potranno comunque adire alle vie legali contro la società di revisione Kpmg, ma in un secondo momento.«Assicuriamo già da ora che estenderemo la possibilità di rivalsa anche agli altri ex soci; lo faremo chiedendo loro una modica cifra per accedere alla consulenza - spiega il presidente dell'associazione che raccoglie oltre 2 mila ex azionisti della Popolare -. Raccomando di presentarsi ai nostri banchetti solo le persone che sono state personalmente contattate e invitate a firmare in una delle serate previste. E un'altra raccomandazione è quella di arrivare tutti muniti di mascherina e dei guanti e di rispettare le disposizioni anti contagio». © RIPRODUZIONE RISERVATA