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26/05/2020

Botta “Un commissario per ogni infrastruttura solo così si può ripartire”

La Repubblica - Massimo Minella

L'intervista
Un'altra volta tocca a Genova e alle sue vie di raccordo più importanti pagare il conto Dobbiamo assolutamente arrivare a rivoltare questo Paese come un calzino
Alle infrastrutture serve un commissario, una figura che possa dedicarsi a tempi pieno e in modo esclusivo alla realizzazione dell'opera. Giampaolo Botta, direttore generale degli spedizionieri genovesi, non ha dubbi sulla strada da percorrere per "stappare" la Liguria e l'Italia, quello cioè di dotare il sistema-Italia di una rete infrastrutturale adeguata ai movimenti delle merci e delle persone. Altrimenti, spiega, non ci saranno alternative al declino. La ripartenza, avverte l'esponente della prima associazione italiana di spedizionieri, finisce inevitabilmente per coincidere con i problemi di sempre, il traffico, i cantieri in autostrada, una mobilità a singhiozzo. Tutto, purtroppo ampiamente previsto da chi di mestiere rappresenta la merce, come appunto gli spedizionieri. Ma non c'è il rischio che si finisca per spostare subito l'attenzione sull'emergenza economica dimenticando quella sanitaria? «Il tema della salute è e resta prioritario, ne siamo convinti e lo abbiamo sempre sostenuto in tutti i tavoli. Il problema però è un altro». E quale? «Il Covid, come è comprensibile che sia, ha occupato le teste di tutti noi. Ma ha anche distratto l'attenzione degli italiani dal grande tema delle infrastrutture che restano la grande emergenza del Paese».
E della Liguria...
«Questa regione è una sorta di paradigma del tema infrastrutture.
Come ci insegna proprio quest'ultima vicenda».
Si riferisce alla chiusura della galleria per l'uscita del casello di Genova Est? «Sì. Un'altra volta tocca a Genova e alle sue vie di raccordo più importanti pagare il conto. Posso dirlo? Non mi sembra giusto. So bene che l'intervento è stato deciso per motivi di sicurezza e ci mancherebbe anche che lo contestassimo. Ma mi lasci sottolineare il problema di fondo di questa regione e di questo Paese che è appunto la cronica carenza di infrastrutture adeguate a sostenere la crescita».
Ma secondo lei, come si può uscire da questa situazione? Avete delle proposte? «Sì, una prima di tutte le altre: è urgente nominare un commissario straordinario alle infrastrutture, una figura con abbia una propria capacità di spesa, che intervenga con urgenza a sanare il disastro che si sta palesando».
Questo risolverebbe il problema? «Questo cancellerebbe ogni alibi.
Avere infrastrutture efficienti è un dovere per un Paese moderno. In realtà all'Italia servirebbe un grande programma di interventi legati a infrastrutture, semplificazioni ed impresa».
Ma di che numeri stiamo parlando? «Noi lo abbiamo già detto: cento interventi urgenti per cento commissari straordinari. Ognuno su un'opera, a dialogare con i territori, con la gente, ad ascoltare e poi decidere».
Per arrivare dove? «A rivoltare questo Paese come un calzino. Partendo dalle infrastrutture e anche dalla legge sugli appalti, da riscrivere».
Infrastrutture, dal governo 1,9 milioni Si tratta di risorse che potranno essere utilizzate per attività di manutenzione della rete viaria, per interventi di ambito stradale, di manutenzione straordinaria e di adeguamento, nonché per il miglioramento delle condizioni di sicurezza di ponti, viadotti, gallerie,

Foto: kGiampaolo Botta Direttore generale dell'associazione degli spedizionieri