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18/11/2020

Bosco: «Punti, idee: ora serve concretezza»

QN - Il Resto del Carlino

PESARO Presidente Bosco, cosa succede alla Vis? «Succede che in questi momenti mi sento pesarese. In questi giorni sono stato più a Pesaro che a Milano in azienda. I numeri parlano chiaro: situazione non piacevole rispetto alle mie aspettative e ai miei sforzi. Direi inaspettata» Cosa c'è che non va? «Al di là degli errori che nel calcio come nella vita si pagano, ci sono responsabilità chiare dal mister in su. La soluzione si trova in noi stessi. In questo momento non possiamo fare rivoluzioni. Il mercato è lontano, a gennaio, e la lista bloccata a ventiquattro giocatori non ci agevola. Io però ci sono. I momenti difficili arrivano per essere superati e li supereremo, partendo da noi stessi, dal mister, ripartendo da zero con quello che siamo». Non pensa che il Covid abbia allargato la forbice tra le squadre molto attrezzate e le altre e che in questo girone ci sia tanta qualità che forse alla Vis manca? «E'indubbio che ogni squadra abbia dei fuoriserie e che questi a volte facciano la differenza. Ma io credo che anche la Vis abbia qualità in attacco, solo che se non arriva un pallone come fa un attaccante a segnare? Bisogna ripartire dal gioco, il nostro limite è che non abbiamo una identità, una idea di gioco e in campo vedo molta confusione. Mi sto riferendo alla gestione Galderisi. Ora le cose stanno lentamente cambiando, Di Donato sta trasmettendo nuovi principi e nel secondo tempo a San Benedetto qualcosa si è mosso. Io non sono qui per perdere» Va bene il gioco, ma se arrivate a gennaio con dieci punti poi chi vi salva? «E certo, in questo momento servono i punti, da qui a gennaio occorre muovere sempre la classifica con ogni mezzo» Torniamo al mercato, c'è qualcosa di davvero interessante? «Molto poco adesso. Errori ne abbiamo già fatti. Non vogliamo ripeterli, inutile prendere giocatori poco allenati a cui serve un mese di tempo. A quel punto andiamo a gennaio». Non pensa che abbiate concentrato troppi giovani in un reparto nevralgico come la difesa? «No, i nostri sono giovani alla terza esperienza in C, sono over, professionisti. Giovane è Stramaccioni e vedete come si comporta e cosa ci ha fruttato con la vendita alla Juve che ce lo ha concesso per un anno. Piuttosto i giovani devono avere come guida i più esperti che devono trascinare la squadra. Se si riesce a trovare la giusta amalgama, allora funziona». Puggioni tornerà a Pesaro o appartiene al passato? «Rifletteremo, non è la nostra priorità». Borozan e Crespini? «Hanno operato in totale sinergia, io ho ereditato la loro presenza. Voglio rifarmi alle parole di Borozan: è stato onesto e corretto ad assumersi tutte le responsabilità e io ho preso atto e ho accettato le dimissioni. Del resto quando sono arrivato qui, un anno fa, sono stato chiaro: non caccio nessuno, ma mi riservo di fare verifiche nel tempo in base ai risultati. Purtroppo i risultati sono questi. Borozan merita rispetto, specie in questo suo personale momento di salute, e il metterci la faccia è merce rara». Tifosi: 440 abbonati (altrettante richieste non accontentate) in 48 ore con lo stadio chiuso e sapendo che con il Covid non avrebbero mai visto la squadra, nessuno che ha chiesto il rimborso un anno fa né ora nonostante le sberle rimediate in campo, nessuno che l'abbia contestata: raro anche questo? «Certamente. i tifosi sono eccezionali, li ringrazio di cuore e voglio ripagarli. Ho sentito molto la loro vicinanza in questo momento, leggo social e giornali ogni giorno e nessuno che abbia detto una parola contro di me. Hanno capito che ci sto mettendo passione e tanti soldi assieme al copresidente Ferri e agli sponsor che ringrazio. Questo ci spinge a fare ancora di più» Dunque cosa succederà a gennaio? «Sono pronto a tutto per dare una soddisfazione a me, alla città, alla gente. I problemi vanno risolti. Le cose devono cambiare, non sono qui per rassegnarmi e subire, non andremo alla deriva. Intanto chiedo a questi giocatori di dare tutto, di meritarsi la riconferma e di seguire il mister» Presidente, ma perché è venuto a Pesaro? «Non certo per interesse, il mio gruppo lavora nel settore degli appalti pubblici e non ho da chiedere nulla alla città in cambio. Sono venuto qui perché il calcio è cultura, passione, progetto, sfida, perché amo questo sport e qui si può fare qualcosa di nuovo. Ci stiamo provando, ci proveremo. Il nostro progetto è a medio lungo termine. Gli errori servono a crescere. Se non riusciremo a puntare ai playoff quest'anno ci riproveremo l'anno prossimo. Non esiste che mi arrendo. Avanti Vis». Davide Eusebi