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28/11/2018

Boscaini: «Sulle mense non si dice la verità»

L'Arena di Verona

BUSSOLENGO. L'ex sindaco smonta le accuse di Iaquinta sull'aumento
«C'era la copertura: dove sono finiti i 200mila euro?»
«Io do per scontata la buona fede dell'attuale amministrazione e, da quanto affermano alcuni assessori, è evidente che non sanno come sono andate le cose, che non si sono informati, non hanno studiato ma, come sempre, usano slogan parlando alla pancia delle persone».Paola Boscaini, ex sindaco di Bussolengo e ora consigliere di minoranza con Lucio Bonadimani e Nadia Segala, replica alle accuse che, nei giorni scorsi, attraverso le pagine dell'Arena, aveva mosso l'assessore all'istruzione Valeria Iaquinta: «Prima di concludere il proprio mandato, la giunta Boscaini aveva fatto un nuovo bando per la refezione scolastica: mentre il bando precedente costava al Comune 3,43 euro a pasto, il bando attuale ne costa 4,05».Un aumento, spiegava Iaquinta, che nell'anno scolastico in corso sta coprendo il Comune ma che dal prossimo ricadrebbe sulle spalle delle famiglie.L'assessore criticava poi Boscaini per le motivazioni alla base di questa variazione: il bando, vinto da Serenissima Ristorazione, comprende anche la messa a norma delle cucine dell'Ipab dove, da quest' anno, vengono preparati tutti i pasti.L'ex sindaco smonta punto per punto le affermazioni di Iaquinta: «Intanto», spiega, «le tariffe per il servizio mensa risultano invariate da almeno sette anni e sono tra le più basse tra quelle adottate anche nei comuni limitrofi: il precedente appalto, scaduto nel 2016, non era più rinnovabile. Avevamo quindi deciso di predisporre un nuovo bando di gara che tenesse in considerazione sia le criticità emerse dalle frequenti lamentele pervenute dai genitori che quelle ricevute dalla commissione mensa che più volte ho incontrato anche alla presenza degli assessori».La passata amministrazione aveva anche realizzato un questionario di gradimento del servizio mensa, consegnato a 1.532 bambini per capirne meglio le preferenze alimentari e avviato uno studio per individuare la struttura di proprietà comunale più adatta per preparare un numero elevato di pasti: «Era emerso che sarebbero bastate poche modifiche per rendere la cucina del Centro Anziani adeguata allo scopo», spiega Boscaini. Perché non fare allora due bandi distinti, uno per il servizio mensa e l'altro per l'adeguamento degli spazi dell'Ipab? Perché le norme non lo permettevano: «La determina 923 del 15.12.2017», spiega Boscaini, «lo specificava chiaramente, come pure veniva precisato che la Centrale Unica di Committenza stabiliva di non suddividere l'appalto in lotti, dovendo obbligatoriamente affidare a un unico operatore economico sia la gestione della cucina di proprietà comunale presso l'Ipab che gli interventi di adeguamento. Se l'assessore avesse chiesto o si fosse informata lo avrebbe saputo».«Nel predisporre il bilancio preventivo dell'anno 2018», aggiunge l'ex sindaco, «la passata amministrazione aveva provveduto a inserire a bilancio la somma di 200mila euro che doveva servire proprio per evitare questo tipo di strumentalizzazioni. E non avremmo gravato sulle famiglie nemmeno negli anni successivi. Chiedo allora dove sono finiti i 200mila euro e come sono stati utilizzati questi fondi dall'amministrazione Brizzi. Considerata la facilità con cui sposta soldi da un capitolo di spesa all'altro, viene il dubbio che stiano utilizzando parte di quell'incremento più per le luminarie di Natale che per la mensa».

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