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05/02/2021

Bonus affitti, il Comune chiede un documento non più ottenibile

La Nuova Sardegna - di Davide Pinna

il bando contestato
di Davide PinnawORISTANOAnche i piccoli dettagli, quando si parla di bandi pubblici, sono fondamentali, soprattutto quando in ballo magari ci sono contributi importanti. In questo caso si stratta del sostegno comunale per gli affitti: migliaia di euro che possono fare la differenza per una famiglia o un singolo che riescono a non chiudere l'anno in rosso solo grazie a questo tipo di sussidi, a maggior ragione in una fase di crisi economica difficile come quella cominciata a marzo dell'anno scorso.In questo caso, il problema riguarda la presentazione della certificazione Isee. Il bando chiede di presentare quella relativa al 2020, ma alcuni cittadini che non l'avevano richiesta l'anno scorso ora non possono più recuperarla e rischiano perciò di essere esclusi dai sussidi. I termini per la presentazione delle domande di partecipazione al bando comunale per i contributi ai canoni di locazione si sono aperti il 21 gennaio e scadranno il 21 marzo. I sussidi riguarderanno le mensilità pagate tra maggio e dicembre dello scorso anno e, per partecipare, bisogna avere una serie di requisiti. Bisogna avere la residenza nel Comune e i cittadini extracomunitari devono presentare anche un regolare titolo di soggiorno. Il contratto deve essere registrato, anche in regime di cedolare secca, ed essere riferito a un alloggio coincidente con la residenza.Fin qui tutto nella norma, come classici sono i requisiti relativi alla condizione economica dei richiedenti. In base al proprio Isee, i cittadini vengono inseriti in tre fasce. Ecco che insorge il problema: nel bando si richiede la presentazione dell'Isee 2020. C'è chi si è recato al Caf per richiederlo e si è visto rispondere che non è possibile. Infatti, come si legge sul sito del Ministero del Lavoro «gli Isee elaborati nel 2020 hanno valore sino al 31 dicembre di quell'anno». I Caf non potrebbero rilasciare una documentazione riferita al passato che non ha più valore. Per l'assessora ai Servizi Sociali, Carmen Murru, la situazione è regolare: «È normale che si richieda l'Isee 2020, dato che i contributi si riferiscono agli affitti pagati quell'anno. Stavolta, diversamente dagli anni scorsi, il bando è stato diviso in due tranche perché lo ha indicato il Ministero, che ha deciso di aumentare le risorse per contrastare gli effetti del lockdown».Di tutt'altra opinione la consigliera Pd Maria Obinu, ex assessora proprio ai Servizi sociali: «Qualche cittadino ci ha informato di questa situazione e mi sembra strano che venga richiesto un documento che non si può più ottenere. Chiederemo la convocazione della commissione per capire cosa sia successo e, se è possibile, modificare il bando».