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14/05/2021

Bonomi: semplificare l’accesso al Recovery con la certificazione

Il Sole 24 Ore - Nicoletta Picchio

LA STRATEGIA
Servono strumenti per il rispetto delle regole e l'uso rapido dei fondi
ROMA

Snellire i tempi di attuazione dei progetti del Recovery Plan «con processi di autorizzazione semplici e veloci». E inoltre avere «strumenti di verifica che evitino di dare fondi a chi non rispetta le regole». Ora che il Piano nazionale di ripresa e resilienza dovrebbe cominciare a muovere i primi passi Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, mette in guardia sull'importanza di spendere le risorse rapidamente, in modo efficace e sicuro, senza generare circostanze di «competitività falsata per l'accesso agli incentivi, che sarebbe dannosa per l'intero sistema imprenditoriale e per il paese».

Ha colto l'occasione di un convegno organizzato da Accredia (l'ente di accreditamento italiano che attesta la competenza, l'imparzialità e l'indipendenza degli organismi di certificazione) sul ruolo della certificazione e sui timori degli italiani su come verranno spesi i soldi europei.

Servono strumenti per far coesistere la verifica del rispetto delle regole con l'impiego rapido dei fondi. Da uno studio dell'Osservatorio Accredia curato dal Censis è emerso che se si arrivasse all'obiettivo di 150mila imprese certificate sotto accreditamento, 60mila più di quelle attuali, verrebbe generato un aumento del pil di 30 miliardi di euro entro il 2023. Inoltre verrebbero amplificati anche i benefici ambientali e sociali per un valore stimato di 2,2 miliardi di euro all'anno, con impatti positivi su emissioni inquinanti, risparmio energetico, lavoro, con una riduzione degli infortuni.

Per Bonomi, che ha mandato un videomessaggio, la certificazione accreditata è una «soluzione importante» a disposizione delle aziende e della Pubblica amministrazione per rendere più veloci i processi di autorizzazione. Il presidente di Confindustria ha fatto riferimento all'esperienza di Industria 4.0, oggi Transizione digitale, dove questo sistema ha consentito di gestire in maniera semplice l'accesso agli incentivi fiscali. «È un esempio virtuoso di semplificazione amministrativa che ha funzionato e che ha consentito di semplificare le procedure di approvazione e ridurre i tempi di accesso al beneficio». Per Bonomi «occorre sfruttare questa esperienza, replicare questo strumento per tutti gli aspetti e le attività che verranno sviluppate all'interno del Recovery Plan». E il presidente di Confindustria ha ricordato che la certificazione accreditata è nata proprio come sistema per consentire alle imprese di dimostrare il rispetto di norme e leggi. Se non si riuscisse a sostenere la certificazione accreditata come strumento autorizzativo secondo Bonomi rischieremmo di lavorare per mesi alla definizione di criteri autorizzativi e alle procedure di conformità per ogni singola attività prevista all'interno del Recovery Plan. «Dal codice degli appalti al tema dell'idrogeno - ha continuato - la certificazione accreditata può avere un ruolo importante per verificare la rispondenza dei requisiti che verranno imposti in termini di legge.

Lo strumento della certificazione accreditata è stato sempre più utilizzato negli ultimi anni: il presidente Giuseppe Rossi ha ricordato che all'inizio dell'attività, a fine 2009, i dipendenti di Accredia erano 55, ora sono 110 e che gli organismi di certificazione sono saliti a 521.

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CARLO BONOMI Presidente di Confindustria, l'organizzazione che rappresenta le imprese