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23/05/2020

Bonomi: il governo ci ascolti, cancellare il codice degli appalti

La Stampa - PAOLO BARONI

IL PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA
- P. 4 «Confindustria non è né opposizione né maggioranza. Sta sui temi economici e quindi sull'industria. Il tema industriale non è un tema del Nord, del Sud o del Centro ma è un tema di tutto il Paese. Il vero tema è come guardare al futuro di questo Paese: ed è qui che non sento nessuno che hai piacere di sedersi con me a un tavolo e confrontarsi». Si presenta così Carlo Bonomi, nel corso della sua prima intervista tv, dopo che mercoledì è stato ufficialmente eletto all'unanimità nuovo presidente di Confindustria. Ospite di Bruno Vespa a «Porta a porta» su Rai1 Bonomi ieri sera ha rilanciato la lotta all'evasione «senza se e senza ma», ha suggerito di impiegare in un grande piano di investimenti pubblici i 100 miliardi che l'Italia potrebbe ottenere dal Recovery fund ed è tornato a parlare del governo e dei provvedimenti presi per affrontare la crisi scatenata dal coronavirus spiegando di «apprezzarne le intenzioni ma di non condividerne il merito». «Il metodo di non ascoltarci prima ma di calare le cose dall'alto non funziona, come sulla Cig-Covid e per il Dl Liquidità» ha rimarcato. Quindi, con un occhio ad una possibile riforma di contratti, ha chiamato in causa anche i sindacati sostenendo che «il mondo sta cambiando ed anche il sindacato dovrebbe sedersi ad un tavolo e provare a cambiare partendo da tre punti: parlare di produttività, sostenibilità economica, e chiarire che i patti vanno mantenuti a cominciare dal Patto per la fabbrica». Quanto allo sblocco dei cantieri annunciato da Conte, Bonomi si augura «che alle parole seguano i fatti, perché negli ultimi dieci anni abbiamo assistito a 72 interventi sul tema di sbloccare le infrastrutture, purtroppo non è mai accaduto niente. Speriamo che il modello Genova sia replicato e funzioni. Se si può fare un ponte in 18 mesi a Genova, si può fare anche in altre parti d'Italia». Il presidente di Confindustria è poi tornato a parlare del sentimento anti-imprese, citando come ultimo esempio il caso della responsabilità attribuita agli imprenditori per eventuali contagi in azienda su cui solo ieri l'Inail ha posto un primo rimedio. Governo promosso invece sui debiti della Pa, altra richiesta forte avanzata da tempo da Confindustria. Dopo aver dato atto al ministro Patuanelli di aver sbloccato la situazione adesso l'auspicio è che «i soldi arrivino poi alle imprese». Infine Bononi ha detto la sua anche sul tema «molto complesso» della garanzia Sace concessa a Fca per un prestito da 6,5 miliardi di euro sostenendo che «sta al governo decidere come erogarlo e visto che si è detto che andrà a finanziare la filiera io mi aspetterei che ci sia un controllo molto serio, molto attento che questi soldi arrivino alla filiera». - © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: ARMANDO DADI / AGF Carlo Bonomi, 53 anni, appena nominato a capo di Confindustria