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17/07/2020

BONIFICAZIONE OBBLIGATORIA

MF - ROBERTO CARCANO

RAPPORTO SANIFICAZIONE A cura di Gaetano Belloni
La politica è in ritardo ma la via è ormai segnata
La sanificazione ambientale è oggi un presupposto strategico per la ripartenza in sicurezza della vita sociale e dell'economia del paese. Si tratta di una pratica che va necessariamente estesa a tutti gli ambienti pubblici e di lavoro e coinvolge un ambito imprenditoriale sempre più ampio e variegato. Sulle cui problematiche e prospettive abbiamo chiesto il parere di Lorenzo Mattioli, presidente di AnipConfindustria, l'Associazione nazionale imprese di pulizia e servizi integrati. Domanda. Qual è l'istantanea della sanificazione in Italia? Risposta. Le imprese che si occupano di servizi integrati, pulizia e sicurezza sono 53.500, con 523 mila addetti e un fatturato di oltre 21 miliardi. 2 miliardi di metri quadri le superfici da sanificare del patrimonio edilizio non residenziale, per una spesa di 2,5 miliardi. Nel dettaglio, al netto di Iva: 148 milioni di euro per gli uffici (136 milioni di mq); 35,8 milioni di euro per gli ospedali (33 milioni di mq); 101, 3 milioni per le scuole (93 milioni di mq); 73 milioni per gli alberghi (67 milioni di mq). Arriva poi a 403 milioni la stima per sanificare le superfici commerciali e supera il miliardo quella per l'industria. D. E la politica come si muove? R. Ha riconosciuto la centralità dei servizi nel contrasto alla pandemia, ma a questa presa di coscienza non hanno fatto seguito azioni concrete. Si mette mano al codice degli appalti ma si dimenticano i Servizi, non si cancella la pratica del massimo ribasso né si comprende che esistono peculiarità che rendono diversa una gara per affidare la realizzazione di un'opera da un appalto per servizi. Vi è dunque il rischio che in autunno ci sia una recrudescenza del virus, accompagnata da una pericolosa sottovalutazione del problema e una scarsa attenzione verso ogni azione preventiva, e tra queste la sanificazione. Che va resa obbligatoria! D. E come si preparano le imprese per convivere col virus? R. Stanno facendo tesoro dell'esperienza maturata nel lockdown, dove le attività di sanificazione sono aumentate in maniera esponenziale. Come AnipConfindustria, abbiamo dato il nostro contributo mettendo ordine nelle tantissime informazioni, regolamenti e protocolli che, slegati tra loro, rischiano di disorientare. Con il supporto scientifico dei massimi esperti in risk management abbiamo pubblicato il manuale «Sanificare Italia», con le indicazioni su come procedere correttamente, quali tecniche e sostanze usare, quali i requisiti deve avere un'impresa. D. Quali sono? R. Nel manuale, oltre a specificare le caratteristiche indispensabili che una impresa deve possedere, sottolineiamo l'importanza di affidarsi ad aziende che provengano dal settore di igiene, pulizia e sanificazione piuttosto che a operatori improvvisati. Un'impresa seria deve dimostrare di possedere requisiti tecnici e professionali adeguati, e questo è ancor più vero se si partecipa a gare pubbliche; gli affidamenti in ambito privato sono invece più difficili da controllare. In generale, suggerirei di avvalersi di imprese che abbiano non meno di due anni di storia. D. Ci sono eccellenze nostrane competitive anche all'estero? R. Tra le nostre associate ci sono eccellenze che operano a livello internazionale, con migliaia di addetti e un livello di specializzazione che le rende sia top player nel mondo dei Servizi integrati sia punti di riferimento per la committenza pubblica, che distingue tra varie classi di fatturati a seconda del grado di complessità dell'affidamento: sino a 50 mila euro e oltre gli 8 milioni. È evidente che in questo mercato c'è spazio per tutti, ma la differenza va ricercata innanzitutto nella qualità del servizio e nella trasparenza di ogni operatore. (riproduzione riservata)

LE SUPERFICI DA SANIFICARE

Fonte: Cresme INDUSTRIA COMMERCIO ALTRO ALTRI SERVIZI UFFICIO ISTRUZIONE ALBERGO RISTORAZIONE STRUTTURE OSPEDALIERE (presidi) Totale MILIONI MQ 935 370 201 147 136 93 67 40 33 2.021

Foto: Lorenzo Mattioli