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11/01/2019

Bonifica ex Isochimica, gara blindata ma resta il pericolo di un lungo stop

Il Mattino

LA COMMISSIONE DI PIAZZA DEL POPOLO VALUTA I RICORSI MA LE DITTE ESCLUSE POTREBBERO FARE RICORSO AL TAR
L'AMBIENTE
Rossella Fierro
A Palazzo di Città si inizia a valutare i ricorsi inoltrati dalle ditte escluse dall'affidamento del primo appalto della bonifica Isochimica. Ieri la prima lunga riunione della commissione esaminatrice chiamata prima ad esprimersi sulle undici offerte arrivate in risposta al bando da tre milioni e mezzo di euro, ora a far fronte, dopo l'aggiudicazione provvisoria che ha visto vincitore il raggruppamento di imprese «Simam spa, La Carpia, Mondo Ecologia, Castiglia», a valutare i quattro ricorsi presentati dalle ditte che non hanno superato la fase di verifica dell'offerta economica. La commissione, convocata dal dirigente del Settore Ambiente Luigi Cicalese in qualità di presidente, si è riunita in seduta riservata per iniziare l'esame delle memorie e richieste che i legali dei quattro ricorrenti hanno inviato al Comune per opporsi all'esito della graduatoria stilata. Da Palazzo di Città bocche cucite per ora e fino a determinazioni definitive. Quel che è certo è che la questione non sarà liquidata nel giro di una sola riunione e che la commissione pondererà bene le rimostranze inoltrate dalla «Ecobuilding srl», dalla «Teorema spa», dall'associazione d'impresa «Unirecuperi srl, Noldem srl» e dalla «Pellicano verde spa, Fibro Service srl».
L'OBIETTIVO
Si punta a blindare la decisione iniziale che ha visto la commissione scegliere la ditta vincitrice dell'affidamento provvisorio sulla scorta della documentazione depositata, con un'offerta economicamente più vantaggiosa rispetto all'importo posto a base di gara grazie ad un ribasso del 36,6%. Tra i motivi dell'esclusione, in particolare per due delle ditte ricorrenti, la commissione aveva rilevato la mancata indicazione dei costi di manodopera sostanziando la decisione finale con alcune sentenze del Tar e del Consiglio di Stato che, rifacendosi al nuovo Codice degli Appalti, hanno di fatto definito tale omissione come condizione sufficiente per l'esclusione. In sostanza, così come riportato dal verbale di gara di fine dicembre, la mancata indicazione dei costi della manodopera «costituisce una carenza sostanziale o non formale, trattandosi di costi che solo l'operatore economico può conoscere e dei quali deve dare dimostrazione di aver tenuto conto in sede di offerta economica al fine della formulazione stessa dell'offerta». Ed è proprio questo uno dei motivi impugnati dalle ditte «Teorema» ed «Ecobuilding» escluse dalla graduatoria finale dell'aggiudicazione provvisoria.
LE ALTRE ESCLUSE
Classificatesi invece al secondo e al terzo posto le altre due società ricorrenti, rispettivamente la «Unirecuperi srl -Noldem srl» e la «Pellicano Verde spa- Fibro Service srl» che, pur avendo presentato ribassi più vantaggiosi del 36,6% della prima classificata e avendo proposto la stessa offerta migliorativa in termini tempistici per l'esecuzione dell'intervento, hanno guadagnato punteggi inferiori per i criteri qualitativi depositati. Il rischio è che, una volta chiusa la valutazione di competenza dell'ente, le ditte interessate possano rivolgersi alla giustizia amministrativa. Il pericolo di ricorsi al Tar, allo stato delle cose, appare abbastanza concreto così come il conseguente rischio che la grande bonifica da tredici milioni e mezzo di euro possa subire un rallentamento in caso i giudici decidessero di chiedere una sospensiva delle operazioni per poter entrare nel merito della questione. Da tre decenni la rimozione di tutti i manufatti contenenti amianto lasciati nel lontano 1988 all'interno e all'esterno della fabbrica dismessa. Con il primo dei tre lotti funzionali del risanamento superficiale, dovrebbero lasciare definitivamente il quartiere dei ferrovieri, per approdare in un'apposita discarica, i 467 cubi in cemento e amianto che delimitano l'ex opificio.
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