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09/07/2020

Bondone, la funivia è indispensabile

Corriere del Trentino

●L'intervento
di Sergio Costa * In merito all'intervento di Ettore Zampiccoli, apparso sul Corriere del Trentino del 28 giugno scorso e dal titolo «Bondone, la funivia non risolverà i problemi», vorrei segnalare all'autore che le sue pur legittime preoccupazioni circa l'efficacia e gli effetti indotti dalla funivia sono figlie di una visione un po' tradizionalista dei fenomeni turistici e delle motivazioni di scelta della destinazione. Non può essere l' «effetto città» a connotare il Bondone, che ha ben altri patrimoni da poter «spendere» verso una platea molto ampia di utenti. Le prospettive di risalita green e veloce in quota e la rinnovata offerta turistica devono viaggiare assieme e sono una volano dell'altra. Ritengo importante che l'amministrazione comunale abbia deliberato la possibilità di realizzare la funivia. Ora è importante che la stessa amministrazione, attraverso i meccanismi di partenariato pubblico-privato definite dal codice degli appalti (ad esempio il dialogo competitivo) chiami «al lavoro» cordate di investitori che si mettano in gioco per definire le condizioni al contorno di sostenibilità economica dell'investimento. Questo dovrebbe fare un Comune in grado di governare. La stessa valorizzazione dell'area ex Italcementi, mi è parsa una buona mossa per Trento e per il Bondone, ma ci vorrebbe un po' più di coraggio perché purtroppo presenta aspetti di criticità alquanto evidenti. In primis, l'esclusione alla localizzazione di ancore commerciali della grande distribuzione in grado di generare utili (privati) sufficienti per generare risorse (pubbliche) da destinare a interventi di pubblico interesse o di interesse collettivo. Le risorse per la funivia devono essere soprattutto private, così come gli eventuali utili che genera; che genera nell'indotto, ovviamente, perché di suo la funivia è molto probabilmente unicamente un costo, pur presentando aspetti ecologici tutt'altro che trascurabili. La realizzazione della funivia, se non vuole essere solo un costo per la collettività, necessita di un dialogo e di una progettualità pubblicoprivata; la funivia come un tassello di un mosaico più articolato di funzioni urbane e di interventi (alla sua stazione di partenza e alle sue stazioni di arrivo), che sappiano generare un'adeguata redditività, tale da garantire una parte significativa dei costi gestionali della stessa. Sarebbe anche interessante che qualcuno segnalasse ai media (anche in ragione della prossima campagna elettorale) che il Comune ha nel cassetto un'agenda strategica per il Monte Bondone, ampiamente condivisa, dentro e fuori l'amministrazione. Che fine ha fatto? Dove sono gli attori (pubblici e privati) che sono protagonisti dei destini del Monte Bondone? Che fine ha fatto la famosa cabina di regia, strumento necessario per affrontare la complessità di questi temi? Volendo, di carne al fuoco ce n'è molta, basta incominciare, una volta per tutte. * Presidente Pro Loco Monte Bondone