scarica l'app
MENU
Chiudi
09/01/2020

“Bologna, città dei giovani” Lepore lancia la sua agenda

La Repubblica - Emanuela Giampaoli

La cultura
● alle pagine 4 e 5 L'occasione è la conferenza stampa sui numeri dell'iniziativa Dancin' Bo, la rassegna che ha accompagnato la Bologna delle feste dal 27 dicembre al 5 gennaio, coinvolgendo 100 mila persone, il doppio dello scorso anno. Un successo affiancato da quello delle vendite della nuova Card Cultura con 3.532 tessere solo a dicembre. Ma quella che è andata in scena ieri è stata una visione delle politiche culturali e della città da qui al 2021 (e oltre), quando il mandato dell'assessore alla Cultura Matteo Lepore, scadrà e si andrà a votare per il nuovo primo cittadino. «È di fatto il mio ultimo anno pieno, 12 mesi con un grande potenziale da sprigionare e obiettivi ambiziosi», esordisce l'assessore.
«Bologna ha una missione rispetto all'Italia e può essere una speranza per il Paese, non a caso questa nuova ondata di impegno civile dei giovani - dice riferendosi alle Sardine - è nata qui. Sono tanti quelli che scelgono di vivere sotto le Torri. Le nostre politiche culturali devono tenerne conto».
Cita Renato Zangheri, che prima di essere sindaco fu il primo assessore alla Cultura del Paese, e cui si deve la nascita di molte importanti istituzioni bolognesi.
Forte di 35 milioni di sola spesa corrente al netto degli investimenti in cultura («Nessuno in Italia fa lo stesso ed è un buon risultato anche in confronto a molte città europee, è il 6% del bilancio comunale»), snocciola idee, iniziative, visioni. Da dipanare seguendo tre direttrici principali: «welfare culturale, nuove generazioni e produzioni culturali, nuove centralità urbane. Credo in una cultura popolare, non per élite, che usi un linguaggio in grado di parlare a molti. Una cultura inclusiva che sappia coinvolgere i giovani». Tra gli investimenti messi in campo, 7 milioni provenienti da fondi europei serviranno a finanziare l'idea delle scuole di quartiere. «Sarà rivolto principalmente alla fascia 11-20 anni, anche per sostenere la povertà educativa oltre che le famiglie alle prese con l'adolescenza, che ci scrivono spesso disperate. Penso a percorsi extra-scolastici, luoghi di aggregazione anche fuori le mura». L'ultimo ambito, nonché il più ambizioso, riguarda le nuove centralità urbane, leggi periferie, con progetti che puntano sulla rigenerazione urbana: «La cultura deve diventare occasione di riqualificazione di queste aree. Anche perché mancano gli spazi. In questi anni il Comune ha consegnato alle realtà associative 150 immobili, ma non sono sufficienti. Una grande opportunità la offrono le aree dismesse, 18 in tutto con un enorme potenziale».
In vista del voto del 26 gennaio, Lepore lancia poi a Stefano Bonaccini la proposta per un nuovo patto regionale che riconosca il ruolo e il valore dell'Alma Mater e dei suoi studenti.Assessore alla Cultura
Matteo Lepore, assessore alla Cultura nella seconda giunta Merola.
Il Quadrilatero A Palazzo il museo della Resistenza Un nuovo assetto per Palazzo d'Accursio, a partire da un Museo della Resistenza e un tavolo sul Novecento. È tra i progetti di Matteo Lepore da mettere in cartiere nei prossimi dodici mesi. «La Resistenza è tra i valori fondativi di Bologna - osserva -: attualmente c'è una piccola raccolta all'interno dell'Istituto Parri, io vorrei spostarlo 'a palazzo' e ingrandirlo». Il ripensamento dello storico edificio inizierà già nelle prossime settimane con la riapertura al pubblico della Torre dell'Orologio. «Il riassetto spiega Lepore - riguarderà diversi spazi, in ogni caso è vincolato alla sentenza relativa al Museo Morandi. Se il tribunale ci darà ragione, le opere di Morandi andranno nella palazzina Magnani». Si completerebbe così il cosiddetto Quadrilatero della Cultura in piazza Maggiore, che comprende il cinema Modernissimo, atteso per il 2020, e il sottopasso via Rizzoli con l'annunciato centro Simenon e lo spazio dedicato alla fotografia; il Museo Archeologico e la nuova sala Musica in Salaborsa. Tra le iniziative annunciate anche la ristrutturazione degli spazi inutilizzati dell'Arena del Sole per duemila metri quadrati ancora da destinare e l'idea di trasformare Casa Carducci in un centro dedicato alla letteratura per l'infanzia. - e. giam.
Le aree dismesse Mostre e alloggi così rinascono le Ogr Una città policentrica nel segno della rigenerazione urbana. È tra gli obiettivi principali dell'assessore Lepore, che punta a far rivivere le grandi aree dismesse, meglio se con l'aiuto di Stato e Regione.
Tra i progetti più suggestivi e complicati da realizzare, quello relativo alle ex Ogr: uno spazio di oltre 100mila metri quadrati, che però deve essere bonificato dall'amianto. «È stato stanziato un milione di euro che è naturalmente molto poco. Attualmente è di proprietà di Fs. Noi abbiamo raccolto 5.000 firme affinché il governo decida di farne un polo culturale. All'interno si potrebbe realizzare il Museo delle Ogr, ma penso pure a un grande studentato». A breve sarà anche pubblicato un bando relativo alle grandi serre dei Giardini Margherita, ancora da ristrutturare. Ai progetti di riqualificazione già avviati come l'archivio Cineteca nell'ex parcheggio Giuriolo a Corticella, il Mercato Sonato a San Donato, le Caserme Rosse e il treno della Barca, si aggiungono il Centro culturale Instabile Portazza, in Mazzini, cui sono destinati 740mila euro, e l'ex Centro Pasti Populonia al Fossolo, con un investimento di 1,3 milioni di euro. Il bisogno di spazi del Comune è poi tale che si ricorrerà a un avviso pubblico per la ricerca di capannoni privati da affittare. - e. giam.
Le biblioteche Nuovi assunti, a gennaio il primo bando
Per rafforzare le politiche e le iniziative culturali, Palazzo d'Accursio ha varato un piano di assunzioni per immettere nel settore 84 nuovi dipendenti, che si aggiungono ai 20 arrivati lo scorso anno, per un totale di 104 ingressi nel triennio 2019-2021 tra figure specializzate e semplici impiegati.
Il Comune tornerà dopo molti anni ad assumere in particolare bibliotecari - 45 tra il 2020 e il 2021 con il primo avviso nei prossimi giorni che serviranno per rivitalizzare (dopo i numerosi pensionamenti) Salaborsa, ma anche per un nuovo progetto da realizzare all'interno della biblioteca Ruffilli dedicato al digitale e all'archivio video-ludico. Un milione di euro sarà poi destinato ad ampliare le sezioni e le iniziative per bambini e ragazzi nelle biblioteche dei quartieri Savena, Pilastro e Borgo Panigale. I bandi saranno pubblicati sul sito del Comune già nei prossimi giorni. Saranno invece "rottamati" i bandi per i servizi da appaltare in esterno che negli anni scorsi avevano fatto gridare alla privatizzazione delle biblioteche. «Le biblioteche non possono essere considerate luoghi dimenticati da Dio e dal sindaco, ma devono diventare sempre di più spazi di inclusione culturale, soprattutto per i giovanissimi», conclude l'assessore alla Cultura. - e. giam.
Gallerie e club Fondi all'arte contemporanea, poi il cineporto
«Che i bolognesi fruiscano delle tante proposte culturali cittadine è sotto gli occhi di tutti - sottolinea Lepore - ora dobbiamo fare un salto di qualità e diventare luogo di produzione. Per questo abbiamo messo in campo misure per creare qui i contenuti e per fare della cultura un motore di crescita sostenibile».
Tra le prime iniziative, al bando per la musica dal vivo, già previsto in questi giorni (150 mila euro) se ne affianca uno a sostegno della produzione musicale (50 mila euro).
Novità assoluta è poi un fondo di circa 250mila euro, in collaborazione con i privati, per l'arte contemporanea attraverso il quale il Comune acquisterà opere di giovani talenti da destinare al Mambo e sosterrà residenze artistiche sotto le Due Torri. Il fondo dovrebbe essere già attivo in occasione della prossima Arte Fiera. Tra i "sogni" a sostegno delle produzioni, quello di realizzare un grande cineporto, una sorta di Cinecittà bolognese, da mettere a disposizione delle tante realtà della filiera dell'audiovisivo che scelgono di venire a girare qui.
«Servirebbe uno spazio - commenta il direttore della Cineteca Gian Luca Farinelli - da impiegare come quartier generale durante i set, ma anche dove le case di produzione e le maestranze si possano incontrare». - e. giam.

Foto: kDancin' Bo Un momento della manifestazione di fine anno


Foto: kLo spettacolo Il dj-set di Capodanno sul Crescentone