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02/03/2019

Boccia: imprese, giovani e lavoro i pilastri della Ue

Il Sole 24 Ore - Nicoletta Picchio

il documento / VERTICE DI VERSAILLES
Versailles

Un documento di dieci pagine, per sollecitare una risposta politica dell'Europa, confermando l'impegno delle imprese ad essere più competitive e a crescere. «Dietro questo documento e dietro la posizione di politica economica c'è un'idea di società, aperta e inclusiva», ha detto il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, al termine del Forum economico tra Italia e Francia (cominciato giovedì si è concluso ieri ). Confronto bilaterale al suo secondo appuntamento (nel 2018 si è tenuto a Roma) e che proseguirà l'anno prossimo.

Una volontà di dialogo confermata anche dal presidente degli industriali francesi, Geoffroy Roux de Bézieux, che ha sollecitato una maggiore integrazione a livello Ue. «Bisogna creare campioni europei, avere un mercato unico con regole armonizzate, rivedere le regole della concorrenza», ha detto in sala il numero uno del Medef, poco prima di firmare il documento, siglato anche dal presidente di Febaf, Luigi Abete (banche e assicurazioni, che Medef rappresenta). «Dobbiamo convergere», ha continuato Roux de Bézieux ed ha fatto un riferimento esplicito alla Tav, opera su cui imprenditori francesi e italiani concordano. E sugli investimenti Boccia si è detto d'accordo con il sottosegretario alle Infrastrutture Armando Siri: vanno rilanciati rivedendo codice degli appalti e ruolo dell'Anac.

«Lavoro, giovani e imprese per l'Europa del futuro», ha sottolineato il presidente di Confindustria, ricordando che «la Ue è il più grande esportatore al mondo, il più grande importatore al mondo, è la terza popolazione del mondo». Una considerazione che gli fa aggiungere: «L'Europa è già un gigante economico, deve diventare un gigante politico. Nel documento ci sono spiegazioni economiche per raggiungere grandi obiettivi politici e avere una Ue in cui esiste pace, protezione e prosperità», ha continuato il presidente di Confindustria, che ha ringraziato i ministri dell'Economia, Bruno le Maire e Giovanni Tria, oltre agli ambasciatori. Presenze significative, viste le tensioni dei rapporti tra i due paesi delle ultime settimane. «La sfida non deve essere tra paesi europei, ma tra Europa e mondo esterno. Il sogno è un'Europa competitiva, il migliore posto al mondo nel fare impresa, che offra lavoro e occupazione. Sono elementi determinanti su cui Francia e Italia, a partire dalle imprese, devono costruire il futuro». Il pensiero del presidente di Confindustria è che si debba «uscire dall'ansietà, con la consapevolezza delle potenzialità di Italia e Francia e di tutta l'Europa».

È la spinta dell'industria nei confronti dei governi. E c'è già in cantiere un incontro a tre, probabilmente a fine anno, tra Confindustria, Medef e Bdi. La richiesta delle imprese ai governi - è scritto nel documento - è varare misure «essenziali sulla competitività e dinamizzare la base produttiva, ridurre la tassazione, semplificare la spesa amministrativa pubblica a livello locale e nazionale, promuovere investimenti e eliminare gli ostacoli allo sviluppo delle Pmi». Bisogna anche rimettere in discussione di patto di stabilità e crescita - continua - insistendo sull'impatto delle politiche economiche sull'economia reale tanto quanto sugli equilibri di bilancio, mettendo al centro del progetto politico la lotta alle disuguaglianze.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Nicoletta Picchio

Foto:

L'intervista. --> Ieri
il sottosegretario Armando Siri
al Sole 24 Ore

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