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30/09/2018

Boccia: «Crediamo nella Lega»

Il Giornale di Vicenza

IL PRESIDENTE NAZIONALE. «Serve partire da alcuni fondamentali come il patto della fabbrica, i tempi certi, la dotazione di infrastrutture»
«Non possiamo criticare prima di avere letto tutto come vorrebbe Calenda. Confidiamo invece in una grande componente del governo»
BREGANZE «Crediamo nella Lega, grande componente di questo Governo, vicina ai ceti produttivi. Su di essa nutriamo una aspettativa alta, altissima e non è solo una questione territoriale». Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, parla davanti agli imprenditori vicentini e arriva a Breganze caricato a mille e pure seccato. Premette: «Non possiamo criticare la manovra prima di averla vista e letta in modo definitivo come vorrebbe invece chi ci spinge con la giacchettina al mattino e ci dice che siamo una Confindustria debole e appiattita». La seccatura deriva da Carlo Calenda, già ministro allo Sviluppo economico, iscritto di recente al Pd, il cui nome per gli imprenditori è legato al piano sull'industria 4.0 che tanto è piaciuto del precedente Governo, tanto che oggi da più parti si invoca di confermare nella manovra: «Come fa a darci consigli lui - dice Boccia - che non riesce neppure ad organizzare una cena a casa sua con i leader del suo partito». Eppure il presidente di Confindustria non ci sta a sentire parlare di luna di miele con quel ministro all'epoca tanto osannato: «Non abbiamo mai fatto la luna di miele con Calenda, specie negli ultimi tempi. Valutiamo i provvedimenti e non i governi». IL FEELING. La Lega c'è. Il governatore Luca Zaia è appena corso via per raggiungere la fiera dei formaggi a Piazzola sul Brenta ma nei 4 minuti in cui ha parlato è stato applaudito 5 volte. Il ministro alle politiche regionali, la trissinese Erika Stefani, ha appena ribadito il suo impegno sull'autonomia: 3 applausi in 4 minuti di scena. La platea in realtà ha reagito non troppo bene ai primi disegni sulla manovra che sta costruendo il governo Lega-Cinque Stelle visto l'impatto sul deficit e l'approccio sulle Borse. Boccia fa ordine e indica le priorità: «Rispetto alla manovra non siamo ostili a priori: il problema non è il punto in più o in meno di sforamento del deficit ma saper dimostrare che quel deficit in più non crea debito pubblico ma viene investito. E poi non possiamo criticarla prima di averla vista». Però meglio mettere le mani aventi. Il pàtron di Otb Renzo Rosso gli suggerisce di fare pressing su Palazzo Chigi con i migliori imprenditori d'Italia per sollevare la questione industriale: «Il problema non è quello di andare a Roma, ma la volontà di ascolto - risponde Boccia - e di condivisione di una linea, come c'è in questo territorio. E per questo abbiamo grandi aspettative sulla Lega. Anche se il governo a Roma è giallo-verde - evidenzia - con alcuni ministri non lo neghiamo, tra cui il ministro Stefani, c'è un rapporto privilegiato». LE PRIORITÀ. «È un Paese strano questo - suggerisce Boccia - che deve molto alla sua industria perché è una questione del Paese, ma purtroppo solo il 30% dei concittadini sa che siamo la seconda manifattura d'Europa. Il governo deve chiarire su alcune azioni cosa intende fare partendo dai fondamentali: il patto della fabbrica che abbiamo costruito con i sindacati, la quantità di occupazione, di export, di domanda interna che c'è volontà di attivare, la necessità di rendere semplici le cose complesse». Tende la mano: «Lavoriamo insieme sul codice appalti, sui tempi certi, sulla dotazione di infrastrutture che è un tema caro a Confindustria ma non è - sottolinea - solo una questione legata ai costruttori: grazie alle infrastrutture si includono le periferie ai centri e le città al mondo rendendole competitive. Se rimuovessimo il deficit di competitività potremmo essere la prima potenza industriale al mondo».LA DIFESA. A Di Maio che ha accusato gli imprenditori di essere "prenditori" manda a dire che "prenditore" è uno Stato che ha difficoltà a pagare 65 miliardi ai privati e mette l'Imu sui capannoni. A chi manda a dire che Confindustria come corpo intermedio dovrebbe sparire dice «da campano scaramantico» che è una cosa che si dice dalla prima Repubblica «ma noi siamo sempre qua». Chiede di costruire tutti insieme una visione dell'Italia, ribadendo di confidare nella Lega. E critica, quello sì, chi attacca via tweet. Seduta stante arriva il cinguettio di Calenda: «Apprendo che Confindustria è ufficialmente leghista». «Tra uomini e nelle vere relazioni - fa eco Boccia - ci si parla di persona». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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