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20/07/2021

Boboli, appalto verde il Tar boccia la gara

La Repubblica - Andrea Bulleri

Il Giardino
Un maxi bando da 6 milioni e mezzo di euro da rifare. Oggetto: la manutenzione del verde del Giardino di Boboli e delle Scuderie Reali degli Uffizi dal 2021 al 2026. Un appalto indetto quasi due anni fa, che data la delicatezza del compito imponeva requisiti stringenti ai partecipanti: dalla formazione ai dipendenti in tema di «arboricoltura» alla richiesta di proporre «migliorie» in vari ambiti, come la «potatura di siepi geometrizzate» e la semplice «movimentazione vasi». Criteri talmente ampi, secondo il Tar, da risultare eccessivamente «generici». Al punto che qualche giorno fa i giudici amministrativi della seconda sezione hanno annullato l'intera procedura. ● a pagina 5 Un maxi bando da 6 milioni e mezzo di euro da rifare. Oggetto: la manutenzione del verde del Giardino di Boboli e delle Scuderie Reali degli Uffizi dal 2021 al 2026.
Un appalto indetto quasi due anni fa, che data la delicatezza del compito imponeva requisiti stringenti ai partecipanti: dalla formazione ai dipendenti in tema di «arboricoltura» alla richiesta di proporre «migliorie» in vari ambiti, come la «potatura di siepi geometrizzate» e la semplice «movimentazione vasi». Criteri talmente ampi, secondo il Tar della Toscana, da risultare eccessivamente «generici». Al punto che qualche giorno fa i giudici amministrativi della seconda sezione hanno annullato l'intera procedura.
Il bando, pubblicato dal Ministero dei beni culturali il 19 dicembre 2019, metteva in palio 6 milioni e 547 mila euro per la cura dei 45 mila metri quadri di giardino gestito dagli Uffizi per 5 anni, prorogabili a 7. Dalla potatura dei rami allo sfalcio dell'erba, dalla manutenzione delle siepi alla cura delle varietà di roseti.
A vincere la gara, il 22 marzo 2021, era stata la Euphorbia Srl di Napoli, con un'offerta ribassata di due milioni. Ma la seconda classificata, Euroambiente Srl, era ricorsa al Tar, lamentando una disparità di trattamento nell'attribuzione dei punteggi. E i giudici amministrativi toscani le hanno dato ragione. Entrambe le aziende, scrivono i magistrati, potevano ad esempio soddisfare il requisito della «formazione in materia di arboricoltura» a oltre la metà dei dipendenti.
Ma mentre alla vincitrice la commissione ha attribuito 4 punti, alla sfidante ne sono andati soltanto due. Non solo: per il Tar molti requisiti sarebbero stati affidati a «formule vaghe e generiche», difficili da valutare in modo oggettivo: tra queste il «livello di specifica professionalità, affidabilità e qualità» del servizio, ma anche la «contezza ed esperienza del contesto» e le «proposte migliorative» richieste a ogni partecipante, senza però spiegare su che basi sarebbero state valutate.
«È dunque evidente - concludono i giudici - come sia impossibile per il concorrente, così come lo è stato per i difensori di tutte le parti, inferire dal voto numerico la ragione della preferenza di una proposta rispetto all'altra».
Dunque, tutto da rifare. Il verde a Boboli non resterà comunque incolto, assicurano dagli Uffizi: la manutenzione continuerà ad essere affidato in proroga all'attuale responsabile.
Mentre le Gallerie starebbero valutando se ricorrere al Consiglio di Stato contro la bocciatura (come è prevedibile che farà Euphorbia) o se indire direttamente una nuova gara.

Foto: kI Giardini di Boboli