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29/07/2021

Blitz anti operai schiavi Ed è guerra in Regione

Il Giornale di Vicenza

GRAFICA VENETA La Cgil denuncia: «Il sistema degli appalti è malato»
Botta e risposta tra Camani (Pd) e Villanova (LZ)
Il blitz anti-caporalato che ha coinvolto Ad e direttore di Grafica Veneta, azienda leader nel campo dell'editoria di Trebaseleghe (Pd) e famosa per la stampa di best seller come la saga di Harry Potter o la biografia di Barak Obama, ha fatto scoppiare lo scontro politico in consiglio regionale. Sì, perché si tratta della stessa azienda che aveva, nella primissima fase della pandemia, creato mascherine "made in Veneto" regalandole alla Regione come primo presidio contro il Covid in un momento in cui dispositivi non se ne trovavano. Ed è quella stessa azienda a cui è sempre stata riconosciuta una grande sensibilità per l'ambiente (vedi il libro dopo i danni della tempesta Vaia). Ebbene, Grafica Veneta è finita nell'occhio del ciclone per presunti maltrattamenti a lavoratori stranieri. La Procura di Padova ha ottenuto dal gip l'emissione di 9 ordinanze di custodia cautelare in carcere per altrettanti pakistani della BM Service accusati di lesioni, rapina, sequestro di persona, estorsione e sfruttamento del lavoro. E agli arresti domiciliari sono finiti anche due dirigenti dell'azienda padovana: l'Ad Giorgio Bertan, 43 anni, e il direttore dell'area tecnica, Giampaolo Pinton, 60 anni. Questa tempesta arriva a lambire anche i palazzi regionali.È Vanessa Camani, Pd, a scatenare la polemica quando parla di «illegalità diffusa nel mondo produttivo». E spiega: «L'inchiesta su Grafica Veneta è solo la punta dell'iceberg e conferma gli allarmi, inascoltati, sulla presenza diffusa dell'illegalità in Veneto. Va ripensato il modello di sviluppo del Nord Est che non può essere basato sulla competizione al ribasso, sullo sfruttamento dei lavoratori stranieri e l'evasione fiscale. Servono, come chiediamo da tempo, maggiori controlli soprattutto per il mondo del subappalto che non può essere una giungla senza regole. In tutto questo sorprende il silenzio della Regione».Le repliche non tardano. Alberto Villanova, speaker di Lista Zaia e Lega in Consiglio, è lapidario: «Le insinuazioni di Camani sono gravissime. Chiediamo che il Pd prenda le distanze perché offendono i nostri artigiani e imprenditori veneti. La invitiamo a fare un giro nelle industrie e nei laboratori, gli stessi messi in ginocchio dalla pandemia. E rispondiamo noi per le famiglie di lavoratori che non riuscivano ad arrivare a fine mese e che si sentono offesi, altro che silenzio della Regione: chi ha sbagliato in questa vicenda pagherà, ma non permettiamo a Camani o al Pd di strumentalizzare un fatto di cronaca per scalfire l'immagine del modello industriale veneto e per colpire la Regione». Il padovano Fabrizio Boron, Lista Zaia, è un fiume in piena: «Ma dove vive Camani? Chi ha sbagliato ora pagherà, ma Camani e il Pd non possono erigersi a paladini visto che non contrastano lo sbarco continuo di stranieri sulle coste italiane di cui buona parte alimenta il business dell'immigrazione clandestina con conseguente sfruttamento e lavoro nero». Camani, però, non ci sta: «Non capisco di quali insinuazioni parli Villanova: la presenza della criminalità organizzata è un dato di fatto anche in Veneto. Solo che altrove si spara e qui no e quindi appare meno visibile. Serve fare fronte comune per salvaguardare la parte sana del nostro tessuto produttivo».Va al cuore del problema Christian Ferrari, segretario Veneto Cgil: «Questa vicenda dimostra che il sistema degli appalti e delle esternalizzazioni è malato. Il fatto che neppure una realtà considerata un'eccellenza sia immune da questo fenomeno deve far riflettere. Per sconfiggerlo non bastano le forze dell'ordine o il sindacato, ma serve una presa di coscienza di tutta la società a partire dalle organizzazione datoriali che non possono tirarsi indietro in questa battaglia di civiltà. Da pandemia e crisi economica ne usciremo solo cambiando modello di sviluppo e mettendo al centro il lavoro libero, dignitoso e di qualità»..