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29/10/2020

«Bisogna riportare il carcere a Camerino»

QN - Il Resto del Carlino

CAMERINO di Marco Belardinelli Torna al centro delle priorità la questione del tribunale con l'appello in Regione dell'avvocato Corrado Zucconi, ma con esso alcuni hanno ripresentato quella del carcere che porta con sé una parte rilevante di posti di lavoro. L'avvocato Giovanni Fedeli (nella foto), ex consigliere dell'ordine degli avvocati di Camerino ha sollevato delle questioni che secondo il suo parere sono da riportare in evidenza per la città: «Come sappiamo, dal sisma di 4 anni fa, la struttura del carcere si è dovuta spostare proprio per l'inagibilità dell'edificio in centro e sicuramente non tornerà dove era, dato che oggi ogni detenuto deve avere un totale di spazi più consistente. Ad oggi il carcere di Camerino esiste, l'unico rischio è che se si continua così con i tagli il ministero della giustizia decida per la soppressione. So che l'amministrazione comunale si sta muovendo e mi fa piacere». Una proposta di un passato antecedente il sisma era stata quella del vecchio progetto del «mega-carcere» nella zona dell'ospedale camerte verso la frazione Palente. Per avere sicurezza in questi termini alcuni credono si possa provare a riattivare questa possibilità. «Questo progetto risale a quasi 10 anni fa - continua Fedeli -, quando il sottosegretario alla giustizia Giacomo Caliendo, dello stesso dicastero del governo Berlusconi IV, volle ed avviò la progettazione di questa struttura proprio a Camerino. Partirono le indagini geologiche e l'area stava per essere ceduta dai legittimi proprietari, ma quando cadde il governo il 16 novembre 2011 la cosa fu stoppata subito proprio quando si stava stabilendo la gara d'appalto». Il governo Monti non continuò il progetto e a Camerino fu soppresso anche il tribunale insieme ad altri 29 in Italia. Questo carcere avrebbe previsto anche 450 posti e vi avrebbe lavorato quasi una persona a detenuto considerando secondini, personale vario e direzione. «Un'opera importantissima, fosse partita la gara d'appalto non si sarebbe più fermato nulla». Come molti nella cittadina sanno da tempo, il ritorno del carcere ed in particolare di un mega-carcere garantirebbe inoltre molte tutele all'ospedale, in quanto alcuni detenuti hanno bisogno di un costante monitoraggio sanitario nei pressi della struttura di detenzione. «Non fu un caso che la zona scelta fu proprio quella vicino al nosocomio. - conclude l'avvocato -. Alcuni reparti sono necessari e delle stanze di cura sono state costruite proprio con le sbarre in previsione del progetto». © RIPRODUZIONE RISERVATA