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15/03/2018

Biondi: molte scuole dovranno cambiare sede

Il Centro

IL CASO »RICOSTRUZIONE PUBBLICA
Il sindaco interviene alla Commissione Territorio: una di queste è la De Amicis L'edificio non ha gli standard previsti dalla normativa per aule, mensa e palestra
di Roberto Ciuffini L'AQUILA La ricostruzione delle scuole del comune dell'Aquila è ancora al grado zero. A 9 anni del terremoto, l'unico plesso nel quale i lavori sono partiti è la Mariele Ventre di Pettino, che è stata abbattuta e che dovrà essere ricostruita. Per tutti gli altri istituti, invece, si è ancora nella fase della progettazione, ma sono pochi i casi in cui l'iter è già a uno stato avanzato. È questa la fotografia che emerge dalla ricognizione fatta dal sindaco Pierluigi Biondi , nella Commissione consiliare Programmazione e territorio. Biondi era stato invitato a presentare un aggiornamento del datato cronoprogramma comunale, secondo quanto aveva stabilito una mozione votata dal consiglio lo scorso 29 dicembre; un ordine del giorno presentato dalla consigliera di opposizione di Coalizione sociale, Carla Cimoroni , ma votato anche dal centordestra, che impegnava l'amministrazione a relazionare ogni 60 giorni sullo stato di attuazione dei lavori. Il quadro tracciato dal primo cittadino parla di oltre 3.642 studenti, sui 6.114 iscritti agli istituti di proprietà comunale (il 60%), che, a 9 anni dal terremoto, vanno ancora a scuola nei Musp. Gli unici plessi nei quali la fase progettuale è a buon punto sono il polo di Sassa dell'istituto Rodari, la Mazzini e la scuola media Dante Alighieri di Paganica. La colpa dei ritardi, ha spiegato Biondi, non è imputabile alla scarsità delle risorse, ma alle lungaggini burocratiche, al nuovo codice degli appalti, che ha introdotto procedure molto più complesse rispetto alla vecchia normativa, e alle carenze di organico degli uffici comunali. Le task force promesse in campagna elettorale, sono una chimera: al momento, ha dovuto riconoscere Biondi, sono solo due i tecnici dell'ente impegnati su questo fronte. Al di là delle difficoltà più o meno contingenti, comunque, quello delle scuole è un tema delicato, perché non si tratta solo di ricostruire, ma anche di riorganizzare l'assetto degli istituti, tenendo conto dei cambiamenti - urbanistici, demografici, sociali - che ci sono stati dopo il terremoto. Biondi ha detto chiaramente che non si potrà agire secondo il principio del «com'era dov'era». Alcune scuole potrebbero essere accorpate o non tornare più nelle loro sedi originarie. Una di queste sarà quasi certamente la De Amicis: «Il faro deve essere la qualità didattica», ha detto Biondi, «ci sono scuole che, relativamente a questo aspetto, presentano dei problemi. La De Amicis ha aule che non rispettano gli standard previsti dalla normativa scolastica e una mensa e una palestra inadeguate. Capisco i ricordi e l'affettività, ma dobbiamo trasformare in meglio questa città».

Foto: La scuola elementare Edmondo De Amicis in piazza San Bernardino e, sotto, il sindaco Pierluigi Biondi

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