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18/02/2021

«Biodigestore, violato il codice degli appalti» Nuovo esposto Dopo Lerici, anche Santo Stefano scrive all’Anticorruzione Recos già a gennaio aveva dichiarato: «Temi infondati» La battaglia degli ambientalisti e dei comuni della val di magra

Il Secolo XIX - Alessandro Grasso Peroni

Alessandro Grasso PeroniSanto Stefano MagraBiodigestore, prosegue la battaglia. Anche il Comune di Santo Stefano, come già fatto da quello di Lerici su iniziativa del comitato Sarzana Che Botta, segnalerà all'Autorità nazionale anticorruzione quelle che si ritengono incongruenze dell'iter amministrativo che ha portato all'approvazione in Conferenza dei servizi del progetto di ampliamento dell'impianto di trattamento dei rifiuti da 90 mila tonnellate. E attenderà che si raccolgano tutti gli atti per intervenire presso la Procura della Repubblica. «Un impegno in questo senso è stato assunto nel corso di un incontro con noi dal sindaco Paola Sisti - dice Teresa Maio, portavoce del comitato No Biodigestore Saliceti - che ha già impegnato la sua amministrazione con i ricorsi al Tar contro il progetto, ed è determinata ad assumere anche altre iniziative di contrasto alla realizzazione dell'impianto». Il comitato santostefanese aveva scritto ai sindaci Paola Sisti (Santo Stefano) e Massimo Bertoni (Vezzano Ligure), affinché aderissero con una loro autonoma segnalazione all'iniziativa assunta a dicembre dal Comitato "Sarzana, che botta!" di portare all'attenzione di Anac e dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcom) quella che è ritenuta una violazione degli impegni che Iren aveva assunto, aggiudicandosi la gara europea del 2016. Oltre all'ammodernamento del Tmb di Saliceti dopo l'incendio dell'estate 2013, avrebbe dovuto costruire già a fine 2018 un biodigestore a Boscalino di Arcola, idoneo a trattare le quantità di rifiuti organici della Spezia e del Tigullio per 39 mila tonnellate. «La Spezia avrebbe già chiuso il ciclo dei rifiuti - aggiunge Maio - Oggi la Regione nel silenzio della Provincia, garante di quella gara e del contratto di servizio, si accinge a consentire il digestore a Saliceti, che, secondo le recenti rivelazioni dell'amministratore delegato di Acam Ambiente, Eugenio Bertolini, arriverebbe a trattare 120 mila tonnellate di Forsu. Secondo i calcoli svolti dai tecnici del comitato Sarzana, che botta, in base al piano economico finanziario presentato da Recos-Iren, la multi-utility emiliana realizzerebbe un incremento di business del 66% rispetto ai valori della gara europea in barba al codice degli appalti». Dal canto suo Iren Recos, attraverso l'ufficio stampa fa sapere di non voler commentare questo ulteriore sviluppo. Del resto il presidente Piercarlo Castagnetti, già lo scorso 7 gennaio aveva sottolineato che «I temi sollevati di fronte all'Autorità Nazionale Anticorruzione, sono del tutto infondati», sostenendo inoltre che il progetto è stato presentato in coerenza con tutti gli strumenti pianificatori disponibili. Ed è stato sottoposto anche ad esame di compatibilità ambientale, non necessario ai fini dell'iter, ma ritenuto opportuno dall'azienda ai fini della trasparenza. L'obiettivo è dare lavoro a 20 addetti ed essere esempio di economia circolare che consentirà di chiudere il ciclo dei rifiuti ligure, valorizzando l'elevata percentuale di raccolta differenziata che nello Spezzino è oltre il 70%. E dare un contributo alla politica di decarbonizzazione, per la riduzione dell'effetto serra e contrastare i cambiamenti climatici. Iren sostiene che il processo di trattamento dei rifiuti, darà luogo alla produzione di biometano per autotrazione (oltre 6 milioni di metri cubi annui, pari al fabbisogno di circa 10 mila euro) e compost di qualità ad uso agricolo. E rassicura sulla sicurezza delle falde acquifere con l'installazione di sistemi di protezione avveniristici e monitoraggio h24. --grassoperoni@ilsecoloxix.it© RIPRODUZIONE RISERVATA