scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
04/06/2021

Biodigestore, il caso dell’area da liberare

La Stampa - CLAUDIO DONZELLA

Spunta un altro problema nel lungo iter per arrivare alla costruzione dell'impianto provinciale in località colli a taggia
L'appalto non può decollare se la Idroedil non sgombererà la vasta zona sulla quale dovrà sorgere l'opera
Spunta un altro problema nel già tormentato e lungo iter per arrivare alla costruzione del biodigestore e separatore dei rifiuti in località Colli a Taggia. La gara d'appalto, cui sta lavorando la Provincia - con l'obiettivo di pubblicare il bando entro luglio -, non può infatti decollare se la società Idroedil della famiglia Ghilardi non libererà prima la vasta area (di proprietà dell'Immobiliare Colli, altra società del gruppo) su cui dovrà sorgere l'impianto provinciale. La cosa non appare affatto semplice, tanto che dopo una diffida della stessa Provincia trasmessa nell'aprile scorso all'Idroedil, l'amministrazione guidata dal presidente Domenico Abbo ha convocato per oggi alle 11 una videoconferenza allargata al Comune di Sanremo (ci sarà in particolare l'assessore all'Ambiente Lucia Artusi) e a quello di Taggia. L'Idroedil è chiamata a spostare l'enorme cumulo di terra frutto dello scavo per la realizzazione più a monte, sul crinale tra Taggia e Sanremo, del lotto 6 della discarica di Collette Ozotto, gestita sempre dalla società della famiglia Ghilardi; ma deve anche ricollocare un frantoio per la produzione di ghiaia, sabbia e pietrisco e una centrale di betonaggio. Per la verità l'Idroedil una volontà l'ha espressa, quella di trasferire tutto in un terreno in valle Armea, sulla sponda sinistra di fronte al cimitero, acquistato di recente. Ma bisogna vedere se la cosa va bene all'amministrazione sanremese ed è compatibile con la zona. Era stata ipotizzato anche un trasloco nell'area ex Trasca, la vecchia discarica di inerti all'altezza del viadotto autostradale sempre in valle Armea, pure questa di proprietà della famiglia Ghilardi. E non è escluso che nell'incontro odierno si valutino altre soluzioni, nel territorio di Taggia. Lo sgombero dell'area di Colli è funzionale alla correttezza della gara per il biodigestore, un'opera del valore di oltre 300 milioni (70 per la costruzione, 15 annui per la gestione). Si parte dal project financing proposto dall'Idroedil assieme alla multinazionale Wtt, e altri concorrenti che volessero partecipare (Idroedil manterrà un diritto di prelazione) devono avere la possibilità di ispezionare la zona senza che questa sia ancora privata, cioè in possesso della società dei Ghilardi. L'area una volta libera verrà infatti acquisita dalla Provincia, tramite un esproprio (per un costo ridefinito dagli uffici in 7 milioni, dopo che la proprietà era partita da 20,7 milioni), che potrebbe però essere evitato con un accordo bonario. In ogni caso, visti i tempi della gara e poi quelli di costruzione - sempre che tutto fili liscio - , il biodigestore e separatore non sarà pronto prima della fine dell'estate 2024. Abbo: «I nostri uffici e l'amministrazione si stanno muovendo per garantire la massima trasparenza e il rispetto delle procedure, stiamo parlando dell'opera pubblica, con la formula del partenariato con i privati, più importante mai gestita dalla Provincia. La piena disponibilità e il libero accesso all'area sono requisiti irrinunciabili». -

300

milioni Il valore dell'opera (70 per la costruzione 15 annui per la gestione)


Foto: Un rendering dell'impianto di smaltimento destinato alla separazione e allo smaltimento dei rifiuti